venerdì, Maggio 15, 2026
17.3 C
Napoli

Pomigliano, sinistra addio: secondo mandato a Forza Italia e Udc

Adv

Vince l’ex craxiano e da un lustro forzista, Raffaele Russo, 76 anni. I Cinquestelle ottengono un buon risultato ma non riescono a sfondare lo sperato muro del ballottaggio. Crollo del Pd. Consensi sotto il 5% per i comunisti.      

Pomigliano: sinistra addio. La città delle grandi fabbriche, ex roccaforte rossa, ormai ha sterzato a destra. Lo conferma il crollo del Pd e la contemporanea vittoria secca di ieri, al primo turno, di Raffaele Russo, il sindaco di centrodestra che aveva già vinto le comunali del 2010, ma in quell’occasione al ballottaggio con il Partito Democratico.
Il riconfermato primo cittadino, 76 anni, medico in pensione, ieri sera ha festeggiato con i suoi sostenitori in piazza Primavera, da lui stesso ridenominata piazza Giovanni Leone per ricordare l’ex presidente Dc della Repubblica, i cui genitori erano di Pomigliano. I festeggiamenti per Russo sono durati fino a tarda sera, bandiere tra il rosso e l’arancione al vento, quasi come per voler ricordare il lontano passato Psi del leader locale. Del resto lui, Russo, ai festeggiamenti è abituato visto che è stato già più volte sindaco negli anni Ottanta e agli inizi dei Novanta sotto il simbolo del Psi di Bettino Craxi. “Ho vinto – ha dichiarato a caldo Russo – perché i cittadini hanno apprezzato la mia buona amministrazione e perché non hanno gradito la campagna aggressiva, prepotente e falsa fatta dai Cinque Stelle contro di me”.
E’ risultata vincente la sua scelta di mettere in campo una coalizione poderosa, composta da nove liste (Forza Italia, Udc, Fratelli D’Italia e 6 civiche) e da oltre duecento candidati al consiglio comunale.
Una forza numericamente molto superiore a quelle degli altri quattro schieramenti, ridotte sia sotto quest’aspetto che sotto il profilo del risultato, M5S a parte. Russo si è imposto con oltre il 55 % dei consensi, poco meno di 14mila voti. Dietro di lui si è piazzato Dario De Falco, il giovane trentenne del Movimento Cinque Stelle che con il suo 25% e circa 6mila voti è rimasto distaccato di 30 punti dal vincitore.
Non c’è stata mai gara tra il vigoroso pentastellato e l’anziano quanto esperto sindaco. Del resto era tutto nelle previsioni degli osservatori più attenti. Nel solco delle dinamiche comunali si può attribuire anche la differenza di consenso tra quello fatto registrare da De Falco e quello invece ottenuto dall’M5S alle elezioni regionali, che ha avuto oltre mille voti in più rispetto a quelli scaturiti dalla tornata cittadina grazie alla presenza della candidata alla Regione Valeria Ciarambino e del vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, entrambi pomiglianesi. Il dato positivo per il Movimento di Beppe Grillo è che ora si accinge a far ingresso per la prima volta nel municipio della città della Fiat e dell’Alenia con una piccola pattuglia di consiglieri comunali che occuperanno la maggioranza delle sedie riservate all’opposizione.
Il risultato del Pd è stato infatti tremendo, una Caporetto. Michele Caiazzo, 57 anni, impiegato della Provincia ma soprattutto ex sindaco dal 1995 al 2005 ed ex consigliere regionale dal 2005 al 2010, ha raccolto appena il 15% dei suffragi. Soltanto 3700 voti per lui, che è stato sorretto da una coalizione composta da Pd, Davvero Verdi, La Locomotiva e Orgoglio Campano.
Una mazzata determinata dal fatto che i democratici a Pomigliano sono estremamente divisi da cinque anni, da quando l’ex candidato a sindaco Onofrio Piccolo è stato sconfitto da Russo al ballottaggio dell’aprile del 2010. Divisioni culminate con la richiesta di sospensione da parte dei vertici provinciali del Pd delle primarie cittadine del centrosinistra, tenute a marzo. Primarie che si sono comunque svolte regolarmente ma il cui risultato è stato subito contestato dalla stessa dirigenza napoletana a causa dei soli 3 voti di scarto tra Caiazzo e il suo “rivale” renziano, l’avvocato penalista 40enne Vincenzo Romano. Alla fine però il presidente del Pd, Matteo Orfini, ha rimosso i dubbi benedicendo la candidatura di Caiazzo. Intanto non si sa che cosa possa succedere in casa Pd a Pomigliano. Ma tutta la sinistra “operaista” pomiglianese esce con le ossa rotte da queste elezioni. Basti pensare ai 750 voti (3%), ottenuto dall’avvocato Roberto Oratino, appoggiato da Rifondazione Comunista e dal pomiglianese doc nonché vicesindaco di Napoli Tommaso Sodano. Infine appena l’1%, circa 250 voti, è stato incassato dal professore precario Fabio Birotti, de L’altra Pomigliano.

 

Adv

In evidenza questa settimana

Giro d’Italia: a San Vitaliano sfiorata la caduta dei ciclisti

Durante la sesta tappa del Giro d’Italia 2026, a...

Il Giro d’Italia fa tappa a Pomigliano d’Arco: grande entusiasmo a Via Roma

Oggi, 14 maggio, si è svolta la VI tappa...

Terzigno, arrestato dopo aver dato fuoco a 20 sacchi di rifiuti

Nell’ambito dei controlli Straordinari “Terra dei Fuochi”, D.L. 116/25...

Ucciso per errore, 17 arresti dopo l’indagine: scoperto giro di racket alle pizzerie

Diciassette persone sono finite nel mirino della Direzione Distrettuale...

Argomenti

Giro d’Italia: a San Vitaliano sfiorata la caduta dei ciclisti

Durante la sesta tappa del Giro d’Italia 2026, a...

Terzigno, arrestato dopo aver dato fuoco a 20 sacchi di rifiuti

Nell’ambito dei controlli Straordinari “Terra dei Fuochi”, D.L. 116/25...

Ucciso per errore, 17 arresti dopo l’indagine: scoperto giro di racket alle pizzerie

Diciassette persone sono finite nel mirino della Direzione Distrettuale...

Sant’Anastasia, la giornata dei leader tra presentazioni e incontri regionali

  La campagna elettorale entra nel vivo a Sant'Anastasia con...

Terra dei Fuochi, a Casoria vertice della Prefettura. Bene: “Modello coi territori dal confronto”

Il sindaco di Casoria Raffaele Bene interviene a margine del vertice istituzionale...
Adv

Related Articles

Categorie popolari

Adv
Adv