Il messaggio dei sei consiglieri comunali democrat uscenti è di quelli duri. Replicano all’accusa di Tufano relativa alla mancata opposizione nell’assemblea cittadina.
A pochi giorni dalle elezioni comunali non finisce di creare polemiche la conferenza stampa tenuta sabato scorso dal candidato sindaco del centrosinistra, Michele Caiazzo. In quell’occasione sono state denunciate pubblicamente una serie di questioni sugli appalti comunali, sulla lotta alla camorra e sul vitalizio del sindaco Russo e la rinuncia all’indennità di primo cittadino.
Questioni che il Pd di Pomigliano negli ultimi cinque anni non ha quasi mai sollevato con esposti giudiziari e interrogazioni consiliari o con campagne stampa visibili ed efficaci. Negligenze che puntano in particolare sulla vicenda della presunta incompatibilità tra il vitalizio da senatore del sindaco e la sua indennità comunale.
“Ecco perché non abbiamo ricandidato i consiglieri uscenti”, la risposta fornita in quella sede dal segretario cittadino del Pd, Michele Tufano. Una replica che ha indignato i sei esponenti democrat dell’assemblea cittadina. Ma oggi, in un comunicato, Giuseppe Esposito, Vincenzo Romano, Vincenzo Violante, Antonio Della Ratta, Onofrio Piccolo e Giuseppe Picozzi hanno replicato duramente a Tufano.
“Le dichiarazioni – scrivono – rese dal segretario del circolo Pd cittadino, Michele Tufano, secondo cui uno dei motivi della non candidatura dei consiglieri comunali uscenti consiste nella mancata denuncia, da parte nostra, di un presunto sistema di illegalità creato dall’amministrazione di centro-destra in tema di appalti, risultano assolutamente false e si caratterizzano per un profilo diffamatori”.
Dunque, i consiglieri democratici accusano sostanzialmente Tufano di averli diffamati. “Prima di tutto – spiegano – perché abbiamo deciso in via autonoma di non candidarci in quanto totalmente in dissenso con la gestione personalistica del circolo cittadino. La mancanza di una visione politica e le scelte scellerate operate dal segretario e dalla sua segreteria hanno impedito il tentativo di costruzione di una coalizione di centrosinistra unitaria ampia e competitiva, determinando di fatto l’isolamento del Pd locale. L’irresponsabilità, l’arroganza, l’egoismo, la sordità e la visione di parte dimostrata dal gruppo dirigente locale hanno prodotto sia il fallimento delle primarie sia la rinuncia a una candidatura autorevole ed innovativa per la città, non rispondendo così ad una giusta e forte richiesta di rinnovamento rispetto al recente passato politico-amministrativo”. “Appare però singolare – aggiungono i consiglieri comunali – la stessa scelta del segretario cittadino di far candidare l’unico consigliere comunale uscente, surrogante “di quello” rinunciante, che nel percorso consiliare ha sempre condiviso le attività del gruppo”. La questione della legalità.
“Con dati oggettivi – chiariscono i consiglieri municipali – il gruppo consiliare del Pd ha operato sempre e puntualmente per promuovere i principi di legalità e trasparenza amministrativa su tutte le tematiche trattate in consiglio comunale, come ad esempio le società partecipate, i beni confiscati, i progetti di sviluppo, i lavori pubblici. Pertanto i Consiglieri si riservano di valutare se procedere legalmente a tutela della propria immagine e dell’elettorato del Pd”. Infine, Vincenzo Romano: “Ricordo al segretario capolista del pd, impegnato durante la ormai passata consiliatura tra i banchi del liceo, che io ho redatto il dossier sugli appalti diffuso nella vecchia sede del Pd con un’apposita conferenza stampa. Successivamente è stato organizzato un convegno sulla legalità presso il centro Borsellino alla presenza dell’attuale ministro della giustizia Andrea Orlando, sottolineando le condotte poste in essere in tema di appalti dall’amministrazione di centro destra. Vorrei ricordare a Tufano, iscritto alla facoltà di giurisprudenza e che aveva incominciato ad assimilare i rudimenti del diritto senza, però, comprendere la soglia del proposito diffamatorio, il mio intervento pubblico per la costituzione di parte civile del comune nel procedimento penale instauratosi nei confronti degli amministratori della triste vicenda delle tangenti. Vorrei ricordare, ancora, all’attuale studente in scienze politiche che sono stati trasmessi plurimi dossier, diffusi nella nuova sede del pd, alla corte dei conti per rappresentare la illegittimità delle delibere e delle determine dirigenziali. Da ultimo, vorrei ricordare al mio segretario le motivazioni gia espresse pubblicamente circa la scelta libera di non candidarmi e della non volonta nonostante le sue richieste di indicare dei rappresentanti consiliari, perchè il pd che vorrei è quello sganciato da correnti e gruppetti di potere. Al mio partito che sostengo indistintamente auguro il migliore risultato elettorale”.






