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domenica, Maggio 22, 2022

Pomigliano, consiglio nel cortile del raid di Capodanno: “Tavolo della legalità”

Forze dell’ordine ancora a caccia dei responsabili dell’incendio. Pomigliano 2020 e Rinascita insistono sulla matrice mafiosa del clima pesante che si respira in città.

 

 

Nonostante gli sforzi congiunti dei carabinieri e della polizia non sono stati ancora scoperti i delinquenti che alle quattro e mezza del mattino di Capodanno hanno praticamente tentato di distruggere il comando della polizia municipale di Pomigliano incendiando tre vetture di servizio e parte dell’edificio che ospita il comando dei caschi bianchi. Ieri militari e polizia municipale hanno messo per l’ennesima volta a ferro e fuoco il territorio con un’operazione congiunta. Stavolta si sono concentrati sul rione della ricostruzione, il parco Partenope, dove hanno sequestrato decine di dosi di droga ed effettuato un altro arresto. Sempre ieri la politica si è mossa nel tentativo di dare una risposta unitaria a questa situazione ai limiti dello Stato di diritto. Il consiglio comunale è stato riunito dal presidente, Salvatore Cioffi (M5S). Alla fine maggioranza e opposizione hanno votato una delibera che impegna il Comune a istituire “un tavolo tecnico per la legalità”. Obiettivo: riunire cittadini e associazioni del territorio per conoscere tutte le situazioni a rischio che possano minare la legalità. Ma sono stati fatti dei distinguo. Due consiglieri comunali, uno di maggioranza, Marianna Manna, della lista civica Pomigliano 2020, e Antonio Avilio, di Rinascita, compagine di sinistra passata all’opposizione, hanno esplicitamente dichiarato che questa brutta situazione è stata creata da organizzazioni criminali. A ogni modo sia il sindaco, Gianluca Del Mastro, che praticamente quasi tutti i consiglieri comunali, della coalizione di governo e della minoranza, hanno dichiarato che “il clima di sospetto che si è creato dopo il raid deve finire” e che “è necessario più equilibrio nelle dichiarazioni”. Chiedono che si facciano i nomi di chi ricoprendo incarichi istituzionali favorisce invece interessi fuorilegge. Martedì scorso il comandante della polizia municipale, Luigi Maiello, aveva dichiarato che da queste parti “ci sono politici collusi con la criminalità”.  Un’affermazione che ha scatenato il putiferio. “Qui la malavita viene combattuta da tutti noi – ha dichiarato Del Mastro – ma non è possibile gettare tutti nel calderone del sospetto: chi sa, parli. C’è però chi cerca di minimizzare pratiche sospette per cui invito a moderare i toni e a lavorare nel silenzio: dobbiamo essere uniti”. “Prudenza nel trarre conclusioni perché Pomigliano è fatta di persone perbene”, ha affermato Antonio Toscano, della lista di maggioranza Idea Pomigliano. “Procediamo uniti nella compostezza istituzionale”, ha aggiunto Raffaele Sibilio, della lista di maggioranza Nuove Generazioni. Salvio Coppola, della compagine di minoranza Forza Pomigliano, si è poi lamentato del fatto che “sui giornali e sui social non si fa altro che dare un cattiva immagine di Pomigliano”. Molto diversa l’analisi di Antonio Avilio, di Rinascita, “Il mio appoggio incondizionato al comandante Maiello”-  le parole di Avilio – “Ciò che offende la città e che lede la sua immagine sono l’inchiesta antimafia sui servizi sociali, lo scandalo edilizio e le babygang”. Ma dall’opposizione Maurizio Caiazzo (Udc) ed Elvira Romano hanno eccepito che “le forze politiche di Pomigliano sono tutte sane”, che “bisogna fare i nomi perché non si può sparare nel mucchio” e che “il sospetto non è l’anticamera della legalità ma della calunnia”. “Bisogna abbassare i toni – l’invito di Vincenzo Libio (PD) – il sindaco ha fatto bene a richiamare all’unità e all’equilibrio”. I consiglieri di opposizione Giovanni Sgammato e Giovanni Russo hanno ribadito che “le allusioni non fanno altro che alimentare lo sgomento e il sospetto” e che “chi non ha argomenti deve tacere e lavorare in silenzio”. Frasi seguite dal consigliere di minoranza Domenico Leone: “le dichiarazioni incaute danneggiano soltanto”. Ma la consigliera comunale Marianna Manna è uscita dal coro affermando che “il clima ostile che ha preso di mira il sindaco e il comandante della municipale è culminato nelle intimidazioni” e che “questi atti sono il frutto di un clima caratterizzato dallo scandalo edilizio, dallo spaccio di droga, dalla situazione della 219 e dall’inchiesta sui servizi sociali”. Giovanni D’Onofrio, del Pd, ha chiuso dicendo che “c’è una sempre più debole adesione alla legalità ma che bisogna anche opporsi alla retorica della legalità”.

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