Con l’installazione anche a Casalnuovo di una centralina di rilevamento delle polveri sottili si completa il controllo istituzionale della contaminazione dell’aria nel polo industriale a est di Napoli, il triangolo composto appunto dai comuni di Casalnuovo, Acerra e Pomigliano, circa 160mila residenti in tutto. Un’area in cui i livelli delle polveri raggiungono picchi cinesi, davvero impressionanti. La centralina di Casalnuovo è stata installata nell’isola ecologica di via Buccafusca, una zona periferica e sopraelevata rispetto a quella pianeggiante che dà verso Acerra e Pomigliano. A ogni modo si spera almeno che l’Arpac, l’Agenzia Regionale per l’Ambiente che ha installato la centralina, pubblichi al più presto i dati di Casalnuovo insieme a quelli, già visibili da tempo nel sito dell’agenzia, di Pomigliano, Acerra e San Vitaliano, vale a dire dei tre comuni campani più contaminati dalle polveri sottili. Qui i dati disponibili nelle ultime due settimane danno un quadro più sconfortante del solito. Dal primo dicembre a Pomigliano, nonostante il drastico provvedimento della circolazione a targhe alterne (da oggi al 31 dicembre il provvedimento è peraltro sospeso), si sono registrati 6 sforamenti (90 dal primo gennaio), ad Acerra 8 (60 dal primo gennaio) e a San Vitaliano 9 (108 dal primo gennaio). C’è chi sta mettendo sotto accusa l’inceneritore e le grandi fabbriche. Ma al momento non ci sono le prove di questo sospetto. Le tensioni sociali sul fronte ambientale in questo difficile territorio sono però destinate ad aumentare a causa della decisione del sindaco di Pomigliano, Raffaele Russo, di far costruire un impianto di compostaggio dei rifiuti organici in un punto che si trova esattamente al confine con i comuni di Acerra e Casalnuovo. Domani giungerà a Pomigliano l’assessore all’ambiente della Regione Campania. Obiettivo: convincere la popolazione locale della bontà del progetto.








