Domenica 8 novembre 2015 al Palazzo Cappabianca di Pollena Trocchia, uno dei più storici del paese, in via Caracciolo 2, è stato presentato il progetto pilota “Conoscersi in Famiglia”, sottotitolo “Io sono qui tu dove sei?”.
L’organizzazione dell’evento, curata dalle Dott.sse Marsilio Marianna e Caccavale Maria e dall’Operatrice Sociale Pirozzi Maria, ha visto la collaborazione delle varie Associazioni del territorio, tra cui Graffito d’Argento, Apolline Project, Ciao Lab, Protezione Civile Fire Fox, la Proloco di Pollena Trocchia, la Croce Rossa locale e le Parrocchie del paese.
Il progetto nasce da una attenta riflessione consolidatasi nella vita quotidiana. L’analisi delle esperienze di ascolto di diverse realtà familiari, attraverso la semplice comunicazione verbale, ci ha portato a considerare l’importante idea della creazione di un servizio innovativo dedicato alle famiglie. Il programma prevede di dare ai genitori suggerimenti comportamentali per ottenere dai figli la capacità di esprimersi sul loro vissuto quotidiano. Successivamente far nascere gruppi di confronto tra le famiglie per dare vita ad iniziative che favoriscano la socializzazione, il confronto e il sostegno reciproco tra esse. Una modalità nuova di accompagnamento alle famiglie e alla genitorialità, in chiave educativa e promozionale, in un’ottica di supporto e di prevenzione del disagio.
Il palazzo è stato impegnato in tutte le sue sale ai diversi piani. Al piano terra, all’esterno, ad accogliere i partecipanti, la pesca miracolosa e di beneficenza. All’interno una mostra dei prodotti tipici del Vesuvio con il vino, i pomodorini e i formaggi a giocare un ruolo da protagonisti. Il primo piano è stato dedicato all’intrattenimento dei bambini con giochi, disegni e altro.
Al piano superiore la sala con il convegno. Presenti le autorità del paese. Con il sindaco di Pollena Trocchia, Francesco Pinto, c’era il presidente del consiglio comunale, Anna Maione, e l’assessore alle politiche sociali, Pasquale Fiorillo. Inoltre è intervenuta la responsabile del plesso San Gennariello, Concetta Vecchione. “Il progetto è nato perché noi riteniamo che la famiglia debba fondarsi su sentimenti veri e buoni per una società vera e bella. Per fare questo c’è bisogno di un dialogo tra genitori e figli….” spiega una delle organizzatrici Maria Pirozzi. Gradita l’iniziativa dalla cittadinanza che con entusiasmo ha partecipato. Oggi i tempi propongono la diffusione di forme familiari sempre più lontane dall’ideologia tradizionale. Forse sotto l’influenza di un profondo mutamento sociale, forse per libera scelta. Causa importante è anche perché si sta vivendo un periodo caratterizzato da un processo migratorio continuo che porta all’incontro di culture diverse e quindi da una pluralità culturale che porta ad una diversa concezione della vita e della famiglia. Ciò nonostante il suggestivo palazzo Cappabianca faceva da cornice alla tradizione, ai valori semplici, ai valori custoditi, ai valori in cui ancora si crede fermamente.





