Condannato e assolto per lo stesso reato. Quattro mesi di reclusione in sede penale e nessun addebito davanti alla Corte dei Conti.
La vicenda giudiziaria di Vincenzo Vastola, ex sindaco di Poggiomarino e primo in Campania ad essere stato sospeso per effetto della legge Severino, si arricchisce di un nuovo capitolo. Vastola, infatti, è stato assolto dalla prima sezione centrale di Roma della Corte dei Conti per la stessa vicenda per la quale nel 2012 fu condannato a quattro mesi, in primo grado, dal tribunale di Torre Annunziata per abuso. L’ufficio tecnico del Comune aveva autorizzato, infatti, l’installazione di cinque pali della luce nella strada privata dove risiede Vastola e l’ex primo cittadino fu coinvolto in quanto, secondo la sentenza, non poteva che essere a conoscenza del favore ricevuto. Dopo quella condanna nacque la legge Severino, con l’intento di “punire” i politici che si erano resi responsabili di reati e Vincenzo Vastola fu il primo in Campania a finire nelle grinfie di una legge che, successivamente, avrebbe fatto altre vittime illustri. Era il mese di febbraio del 2013. Vastola scontò tutti e diciotto i mesi di sospensione, poi tornò in consiglio regionale e infine si dimise per tentare l’avventura delle elezioni regionali. Fu dopo la sentenza penale che, per lo stesso reato, la Corte dei Conti, in primo grado, lo condannò pure a pagare 2000 euro, come danno provocato al Comune. Ma in appello la sentenza si è completamente ribaltata a favore di Vastola: il motivo dell’accoglimento del ricorso – spiegano i giudici di Roma – “fa leva sulla mancanza di nesso causale e dell’elemento psicologico della colpa”. Vastola, dunque, non dovrà pagare nulla all’ente. Liquidate a suo favore anche le spese legali. E ora lui afferma: “Seppure a distanza di tempo vengo ripagato di molte ingiustizie subite. Affronto, ora, con serenità anche il secondo grado di giudizio in sede penale







