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PM10 fuori controllo ad Acerra, Legambiente: “Dallo spazio si vede l’inquinamento. Terzo anno consecutivo maglia nera”

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«Se guardassimo una immagine ESA dell’Italia dallo spazio si potrebbero notare alcune macchie ben visibili, una sulla Pianura Padana, l’altra sulla Campania, epicentro Acerra. Dallo spazio Acerra è visibile per essere la parte più inquinata per PM10 della Regione Campania e purtroppo d’Italia».

È quanto denuncia il circolo Legambiente Acerra “Terra Nostra”, che lancia un nuovo e durissimo allarme sulla qualità dell’aria in città.

«Negli ultimi 15 anni Acerra è sempre stata sul podio per il numero di sforamenti PM10 in Campania (massimo 35 in un anno, valore limite ancor più basso per l’OMS) e negli ultimi 2 anni ne è stata maglia nera, come rilevato dai report Mal’Aria di Legambiente e come è facilmente riscontrabile dal sito ARPAC».

«Nel 2024 la centralina Zona Industriale ha superato i limiti per 86 volte, la centralina Scuola Caporale per 54 volte, quella Acerra Scuola Capasso per 86 volte. Numeri incredibili, tra i più alti d’Italia».

Secondo Legambiente Acerra le conseguenze sanitarie sono gravissime:
«L’esposizione prolungata nel tempo anche a bassi livelli di PM10 e PM2,5 è associata – dice l’OMS – all’aumento di disturbi respiratori come tosse e catarro, asma, diminuzione della capacità polmonare, riduzione della funzionalità respiratoria, e bronchite cronica insieme ad effetti sul sistema cardiovascolare».

«Secondo l’OMS l’Italia è tra i primi posti per morti causate da PM10 e PM2,5, sottoposta tra l’altro a procedura d’infrazione dall’UE: Acerra è tra le città con la peggiore aria d’Italia, al pari di grandi metropoli. Un nemico invisibile ma pericolosissimo per la salute dei cittadini».

Il quadro, però, peggiora ulteriormente nel 2025. «Pensavamo che fosse difficile peggiorare i dati degli anni scorsi, invece, incredibilmente, il 2025 registra dati peggiori e allarmanti».

«Nel 2025, al 21 dicembre 2025, la centralina Zona Industriale ha superato i limiti per 89 volte, la centralina Scuola Caporale per 58 volte, quella Acerra Scuola Capasso per 94 volte (quasi 3 volte il limite massimo, quasi 5 volte quello indicato dall’OMS)».

«Acerra sarà per il 2025 e per il terzo anno consecutivo maglia nera in Campania e tra le prime in Italia». Ancora più preoccupante la continuità degli sforamenti: «Per ben 14 giorni consecutivi dal 06 dicembre 2025 al 19 dicembre 2025 oltre la metà delle stazioni di monitoraggio indicano superamenti giornalieri dei parametri».

«Questi dati impongono, ai sensi dell’art. 2 della Legge Regionale Campania n. 36 del 03/08/2020, l’emanazione di ordinanze che limitino, controllino, dispongano azioni per l’abbassamento dei limiti».

«Ebbene tutti i Comuni della Campania predispongono ordinanze identiche, ricopiando esattamente quanto recita l’art. 2 della legge regionale. Acerra l’ha emessa molto prima di questi 14 giorni consecutivi di sforamenti di oltre il 50% delle centraline campane». Il risultato, secondo Legambiente, è sotto gli occhi di tutti: «14 giorni consecutivi di sforamenti, terzo anno consecutivo maglia nera della Campania, nessuna controtendenza. Un aerosol di polveri sottili. Un fallimento di azioni, pensieri, proposte».

«Servono a poco le ordinanze, forse solo a tutelarsi sotto l’aspetto amministrativo». Per il circolo “Terra Nostra” è necessario un cambio di rotta radicale: «Ci vuole una nuova visione di città».

Legambiente Acerra indica alcune priorità non più rinviabili: «Il PUC di Acerra è datato 1978. Acerra città 30 km/ora. Piano sostenibile del trasporto cittadino. Controlli delle emissioni di attività commerciali e soprattutto industriali. Uno degli effetti indiretti dell’inceneritore (oltre 200 camion al giorno transitano sul nostro territorio). Piedibus verso le scuole».

La conclusione è netta: «L’unico termine per fotografare questa situazione è fallimento».

 

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