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Ottaviano, Francesca Ambrosio (Pd, Sinistra Unita, Mdv): «Campagna elettorale becera, si calpesta la dignità di Ottaviano»

Per l’apertura della campagna elettorale (domenica scorsa a La Cantina del Parco di via Giovanni XXII) la candidata sindaco Francesca Ambrosio ha avuto accanto a sé l’onorevole Lello Topo (Pd), l’europarlamentare Massimo Paolucci (Leu), il responsabile per gli enti locali del Pd, Luigi Luciani, il segretario provinciale del Psi napoletano Francesco Mallardo e il professore Alfonso Cepparulo (responsabile del Movimento Democratico Vesuviano) in una serata coordinata dal professore Antonio Tuccillo.

 

Con gli unici simboli di partito di centro sinistra presenti in questa campagna elettorale e memore delle rivendicazioni datate ormai qualche settimana circa la connotazione partitica e di area nei confronti di un suo competitor (Andrea Nocerino, ndr), Francesca Ambrosio – ancora oggi in carica quale consigliere comunale di opposizione – ha aperto la sua campagna elettorale. A darle sostegno, in primis, il consigliere regionale Lello Topo che, da capolista del Pd alle ultime politiche, è stato di recente eletto deputato.

«Francesca rappresenta la vera novità e sono qui per testimoniare la vicinanza politica del Pd e la mia personale – ha detto Topo – lei non è stata scelta solo perché donna ma perché ha esperienza, ha fatto la gavetta, è una persona che sa di cosa parla. Con la Ambrosio facciamo passare un messaggio pulito, non raccontiamo storie né facciamo promesse ma sosteniamo colei che, alla guida di un gruppo di coraggiosi, sta lavorando per la città. Tra i candidati è quella con il miglior profilo e faremo la battaglia per il ballottaggio all’ultimo voto, per riprendere il filo di una città che da un po’ arranca, con una donna che ha una marcia in più. Gli altri hanno più soldi, più potere, ma il voto è libero: se c’è voglia di cambiare, di dare un segnale positivo, oggi è Francesca che ha la bandiera del cambiamento».

Il responsabile degli Enti Locali per il Pd, Luigi Luciani, ha augurato alla Ambrosio «uno straordinario successo elettorale». «Troverà sempre in noi una sponda – ha esordito Luciani – Francesca non ha soltanto una marcia in più ma pure una notevole esperienza della macchina comunale, conosce i meccanismi e nelle prossime due settimane faremo in modo di starle accanto anche con la presenza di esponenti nazionali. L’obiettivo è il ballottaggio, poi bisogna pedalare per dare ad Ottaviano un sindaco donna e capace».

Anche l’europarlamentare Massimo Paolucci (Leu) ha definito la Ambrosio «novità vera»: «In questa campagna elettorale il match è chiaro: da una parte c’è chi ripropone la stessa musica, ormai un disco rotto, dall’altra la novità. Un lavoro difficile come quello del sindaco richiede esperienza e lei ce l’ha, avrà l’intelligenza di dare importanza ai piccoli problemi del quotidiano senza alcuna superbia, ma anche di guardare al territorio in prospettiva, saprà metterlo in rete, superare le logiche di campanile». Paolucci ha poi posto l’accento sull’unità del centrosinistra ad Ottaviano in questa competizione elettorale. «Qui abbiamo avuto il buon senso di presentarci insieme, è un segnale importante, che va oltre la città. Vorrei inoltre ricordare che queste elezioni non sono il secondo tempo delle politiche: ora non bisogna scegliere il partito che vi piace di più ma la donna che dovrà fare il sindaco. So che gli altri hanno più soldi, che possono utilizzare altri sistemi, ma a noi non importa: noi facciamo campagna elettorale con la faccia pulita di Francesca».

Nella doppia veste di ottavianese e di esponente regionale e provinciale del Psi (che con Leu ha composto in città la lista Sinistra Unita), Francesco Mallardo ha ricordato la comune militanza con il padre della candidata, Pasquale Ambrosio. «Francesca padroneggia gli arcani meccanismi della cosa pubblica – ha detto Mallardo – e sono certo che arriverà in ballottaggio grazie ad un voto libero e autodeterminato di cittadini che sapranno distinguere tra l’assonanza di forze che compongono la nostra coalizione e quella deriva non civica bensì qualunquista che altri hanno messo in campo. Francesca Ambrosio è stimata dalla città e rappresenta l’evoluzione di quella cultura politica del centrosinistra 2.0 finalmente vicino alla gente, capace di interlocuzione virtuosa».

Il professore Cepparulo, presentato da Tuccillo quale «colonna del socialismo ad Ottaviano che ha sempre fatto battaglie in prima linea», è intervenuto da esponente dell’unica civica a sostegno della Ambrosio: il Movimento Democratico Vesuviano. «Francesca sarà capace di formare una squadra che sappia lavorare affinché il territorio cambi, perché una mentalità di cittadinanza attiva si faccia finalmente strada. Lei incarna l’impegno di donna e sindacalista, sa affrontare le problematiche giorno per giorno e noi siamo al suo fianco per questo, non perché ci abbia promesso lavori o assessorati, non c’è alcun patto di interessi che altrove è già stabilito. Lei sarà capace di dare un calcio alla vecchia politica».

Prima dell’intervento affidato alla candidata sindaco, Tuccillo ha dato la parola al capolista di Sinistra Unita, Michele Andonaia e a quello del Pd, Mimmo Caputo.

«La politica deve creare speranza – ha detto Andonaia – se non lo fa è altro. Speranza vuol dire credere nella possibilità di cambiare le cose attraverso uomini e idee. Noi abbiamo messo insieme la lista Sinistra Unita che è, in piccolo, un laboratorio politico e crediamo che in questo momento così difficile per la storia del nostro paese non debba mai mancare la voce della Sinistra, la voce degli ultimi. Francesca è una donna impegnata nel sindacato, è una donna, ha esperienza di amministratore ma, in primis, ha quella dote che i romani chiamavano “humanitas”: ha sintonia con le persone, le percepisce dal profondo. Arriviamo in ballottaggio coltivando un sogno che tra due settimane non sarà più soltanto nostro ma di Ottaviano, il sogno di chi ci crede ancora».

«Quando Francesca ci ha comunicato la sua disponibilità – ha raccontato poi Mimmo Caputo (Pd) – abbiamo convenuto che fosse il momento di accettare la fida. Abbiamo perso qualcuno per strada nel tentativo di aggregare tutti i soggetti che ritenevamo potessero sposare il nostro progetto e se mi si chiede perché non riesco a dare risposta. Però, diciamolo chiaro: la diatriba di chi è più a sinistra non interessa perché altri, a furia di spostarsi, finiscono per invadere di più il campo del centrodestra. La scelta di Francesca regala speranza, ricostruiremo intorno a lei il centrosinistra con le persone e con il voto».

 

Prima di avviarsi al discorso programmatico e alla conclusioni a lei affidate, la candidata sindaco Francesca Ambrosio ha voluto salutare il presidente del consiglio comunale di Ottaviano in carica, Biagio Simonetti (candidato nello schieramento avversario a sostegno del sindaco uscente, Luca Capasso), per la presenza dall’inizio alla fine della serata. «Non mi stupisce vederlo qui – ha detto la Ambrosio – perché il nostro rapporto è stato sempre contraddistinto da stima e rispetto reciproco, andando al di là dei colori politici». E del resto poco prima Simonetti, cui il parterre aveva pure concesso i saluti istituzionali del caso, nei quali aveva augurato alla candidata sindaco “un successo, ma limitato”, aveva replicato a chi (ndr, Mallardo, Psi) si stupiva di vederlo in sala con un secco: «Io vengo in pace». Esauriti i saluti (compresa una delegazione socialista di Somma Vesuviana), la candidata sindaco si è soffermata sugli episodi che hanno, come dire, «inquinato» l’avvio della campagna elettorale.

«Siamo tornati indietro di un centinaio di anni – ha cominciato Francesca Ambrosio – una vergogna per una città che ha annoverato grandi personalità, grandi uomini, grandi idee (ndr, la Ambrosio si riferisce ai volantini anonimi che tiravano in ballo presunte relazioni clandestine di e tra personaggi politici, ai fake sui social e agli scambi di accuse inerenti messaggi whatsapp). Ciò che è accaduto e continua ad accadere, ache sui social, è davvero vergognoso, così si calpesta la dignità di un territorio e di chi per esso ha perso la vita, ecco perché voglio ricordare l’avvocato Pasquale Cappuccio e Mimmo Beneventano».

«Arrivare alla mia candidatura – ha poi proseguito l’unica donna tra i competitor per le elezioni del 10 giugno – non è stato facile, di contro per me, per noi, non è affatto difficile parlare con le persone, entrare nelle loro case perché è quello che facciamo da sempre e non solo a quindici giorni dalle elezioni. Ecco perché ne abbiamo i requisiti per esporre le nostre idee e i nostri programmi. Programma del quale sono perni principali e qualificanti tre punti: la legalità, la trasparenza, la partecipazione. Aggiungo anche, a queste tre importanti linee guisa, l’avvicinamento dei giovani alla politica. Oggi i ragazzi sono disinteressati e pur comparendone molti nelle liste dei miei competitor, sono pronta a sostenere che quelli candidati non lo fanno di certo per dare un contributo fattivo alla risoluzione del territorio, come invece dovrebbe essere».

Nell’elencare i tanti punti del suo programma, la Ambrosio ha sottolineato la particolare attenzione alle fasce deboli, l’intenzione di creare un «fondo per la non autosufficienza», quella di abbattere ogni barriera architettonica, e ancor prima mentale, rispetto alla vita di persone con disabilità; la necessità di istituire ad Ottaviano nidi familiari ed asili nido. «Vogliamo che Ottaviano abbia grandi occasioni – ha proseguito – nel 2000 fu varata una delibera regionale che conferiva alla città la qualifica di paese a vocazione turistica. Una definizione che è poi rimasta tale, solo sulla carta. Noi vogliamo invece che divenga volano di economia, favorire la creazione di un circuito turistico che la veda al centro di un percorso più ampio con paesi vicini, con il Parco Vesuvio, con un polo enogastronomico che può essere messo su grazie alla presenza dell’istituto Alberghiero. Abbiamo tantissime cose da fare, idee chiare e persone valide al nostro fianco».

 

 

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