Sono tredici i comuni del Parco Vesuvio e ben dieci di essi non superano la percentuale di raccolta differenziata del 65 per cento, come previsto dalla legge. Per una popolazione di 349mila abitanti, la percentuale complessiva si attesta sul 53, 33%, in linea con i dati campani.
Ma i comuni di Ottaviano e Terzigno sono quelli più «virtuosi», stando al report di Legambiente diffuso ieri mattina durante la tappa di Ecoforum Rifiuti nel vesuviano promossa con l’Enta Parco del Vesuvio e la comunità dei sindaci e tenutasi a Palazzo Mediceo: Ottaviano è al 76, 53%, Terzigno segue a ruota con il 75, 91. «Se siamo al primo posto lo dobbiamo innanzitutto ai cittadini» – ha commentato il sindaco di Ottaviano, Luca Capasso. Nella classifica per tasso di riciclaggio ci sono poi, in ordine, Somma Vesuviana (49, 2%), Massa di Somma (48, 7%), Sant’Anastasia (45, 9%), Ercolano (44, 7%), Boscotrecase (44, 1%), San Sebastiano al Vesuvio (42,9%), San Giuseppe Vesuviano (40,1%), Boscoreale (39,7%), Trecase (26,6%), Torre del Greco (24,8%) e Pollena Trocchia (24,6%). Obiettivo della tavola rotonda moderata dalla presidente di Legambiente Campania, Mariateresa Imparato, è stato il confronto sulle azioni da mettere in campo per la salvaguardia della biodiversità all’interno dell’area protetta, con un occhio particolare al lavoro della comunità dei sindaci. Per Legambiente, la condizione essenziale per un matrimonio riuscito tra sviluppo del territorio e protezione del patrimonio naturalistico in un’area di forte impatto antropico, è una strategia collettiva, circolare. Insomma, un confronto costante tra gli amministratori dei tredici comuni del Parco perché si possano individuare soluzioni finalizzate ad una migliore gestione del territorio. Ecco perché nella tappa di Ecoforum ad Ottaviano, precisamente nella sede dell’Ente Parco, sono stati invitati al confronto i sindaci, i produttori locali, gli esperti del settore. «Vanno trovate soluzioni per ridurre la produzione dei rifiuti, per aumentare qualità e quantità della raccolta differenziata, per bonificare siti» – ha detto Mariateresa Imparato. Per aprire quella che la presidente campana di Legambiente ha definito «una grande stagione green per l’area vesuviana». Al netto dagli auspici, gli obiettivi sono chiari: i sindaci del Parco dovranno attivarsi e seguire l’esempio dei comuni ricicloni della Campania. Perché tolti Ottaviano e Terzigno, sono tutti sulla stessa barca. E attivarsi vuol dire contrasto agli sversamenti abusivi, prevenzione, monitoraggio, lotta agli ecocriminali. «Tutto ciò – ha concluso la presidente di Legambiente – insieme all’impegno di mettere in campo una grande opera di educazione ambientale, costante e duratura, per diffondere consapevolezza nelle nuove generazioni dell’importanza di vivere in un’area protetta e nella necessità di adottare comportamenti e stili di vita virtuosi nel rispetto di un territorio che essendo un Parco nazionale diventa ancor di più avamposto strategico nella lotta alle conseguenze dei cambiamenti climatici». Intanto l’Ente Parco ha messo in campo una serie di investimenti importanti in tema di mobilità sostenibile, contrasto ai reati ambientali e promozione dell’agricoltura locale. «Ma siamo pronti e disponibili a collaborare anche sui temi per i quali non abbiamo diretta competenza – ha sottolineato il presidente del Parco Vesuvio, Agostino Casillo – come quello della riduzione dei rifiuti». Su questo versante c’è già una novità: il consiglio direttivo dell’Ente Parco ha già all’ordine del giorno l’approvazione della delibera «plastic free». Bando alla plastica, dunque, a partire dalla sede del Parco dove saranno installati distributori d’acqua potabile per far a meno delle bottiglie. E campagne di sensibilizzazione che si estenderanno, per esempio, anche alle manifestazioni e agli eventi ai quali il Parco concederà il patrocinio. Conditio sine qua non: abolire la plastica e tutti gli imballaggi non necessari.








