Muro di omertà nella cittadina confinante con i quartieri della periferia orientale di Napoli. Il 16enne è stato ferito nei pressi dei locali della movida notturna
I commercianti che gestiscono i locali notturni della zona non si sbottonano, dicono di “non saperne niente”. C’è poca voglia di parlare a Volla il giorno dopo l’ennesimo accoltellamento di un minorenne, un ragazzo di 16 anni della vicina Casalnuovo. Il giovane è stato raggiunto dai carabinieri nella tarda serata di giovedi, festa dell’Immacolata, quando già si trovava ricoverato al pronto soccorso dell’Ospedale del Mare, quartiere napoletano di Ponticelli. Ai militari il sedicenne ha dichiarato di essere stato ferito da un altro giovane armato di coltello, nel centro di Volla, in via Dante Alighieri, mentre era in compagnia di amici. Subito dopo il minore, sanguinante, è stato accompagnato al pronto soccorso del grande ospedale napoletano. Qui i sanitari gli hanno diagnosticato una ferita da arma da taglio alla coscia destra guaribile in una decina di giorni.
Ma secondo i militari la ricostruzione fatta dal ragazzo vittima dell’accoltellamento “è tutta da verificare”. Aleggia un alone di mistero attorno a questa vicenda. Un silenzio che ha trasformato questa storia apparentemente secondaria in un piccolo giallo. Finora l’unica notizia trapelata sul conto del ferito è che sarebbe un ragazzo tranquillo, senza precedenti penali. Fedina pulita dunque. Ma gli interrogativi restano. Intanto non si se la vittima stia collaborando appieno con gli investigatori, se cioè stia fornendo tutte le indicazioni in grado di rendere possibile la cattura dei suoi aggressori. Quel che è certo è che tutti dichiarano di non sapere niente nella zona in cui il giovane dice di essere stato accoltellato. “L’accoltellamento? E chi lo sapeva?” – le parole degli avventori di un negozio di barbiere che si trova in via Alighieri – “provate a domandare verso via Famiglietti, là ci sono i locali”. In via Alighieri, cioè dove il ragazzo rimasto ferito ha detto di essere stato colpito, non ci sono luoghi di ritrovo notturni. A pochi metri però, in via Famiglietti, di locali ce ne sono effettivamente un bel po’.
Ma anche qui il refrain è sempre lo stesso. “Non ho saputo nulla, non ho visto niente”, sbotta un lavoratore di un ristorante-pizzeria. Poco più avanti, in un pub irlandese, una ragazza racconta che “nel piazzale antistante si riuniscono molti ragazzi di sera” e che “in passato da queste parti sono scoppiate delle risse” ma che a questo proposito “bisogna andare a chiedere notizie a quelli dello chalet di fronte”. Ma anche quelli dello chalet cadono dalla nuvole. “Qui sono almeno due anni che non succede niente – afferma il barman – poi da quando hanno ammazzato quel giovane, qui a Volla, non succede più proprio nulla”. Il riferimento è all’assassinio di Alessio Bossis, il ragazzo di 22 anni ammazzato da una raffica di colpi d’arma da fuoco la sera del 23 ottobre scorso, a pochissima distanza da qui, davanti a uno dei tanti bar-ristoranti della zona spuntati come funghi negli ultimi anni. Quella di Bossis, rampollo del clan De Luca Bossa di Ponticelli, è certamente, stando agli inquirenti, una storia di camorra. Invece non si comprende la matrice di quest’ultimo fatto di sangue. Una vicenda che potrebbe somigliare a quelle che di recente si sono consumate proprio nella vicina Casalnuovo, cioè nella città da cui proviene il sedicenne accoltellato. Casalnuovo è la città di Simone Frascogna, lo studente di 19 anni ucciso due anni fa a coltellate per uno sguardo di troppo da un giovane imparentato con esponenti della criminalità. Sempre a Casalnuovo altri due ragazzi erano stati accoltellati a maggio mentre a luglio un terzo giovane, di 18 anni, era stato ferito da colpi di pistola.



