Marigliano, consiglio comunale: accesi dibattiti in aula su vincoli paesaggistici e questioni di opportunità

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Martedì sera, più o meno dalle 19 all’una di notte, si è svolto un nuovo consiglio comunale a Marigliano. Grande assente la consigliera Filomena Iovine che aveva annunciato il forfait già qualche ora prima sulla sua pagina Facebook: “un intero consiglio solo per eliminare i vincoli sugli alvei. Fatevelo da soli, io non sarò responsabile”.

La consigliera di opposizione faceva riferimento al terzo punto all’ordine del giorno, quello proposto dal consigliere Sebastiano Molaro, seduto tra i banchi della maggioranza. Una breve cronistoria: in occasione del consiglio comunale del dicembre 2019, il consigliere Molaro (lista Cambia con Noi) protocollò al presidente Vito Lombardi una richiesta di ordine del giorno per “chiarimenti relativi ai corsi d’acqua iscritti nell’elenco delle acque pubbliche compresi nel territorio del Comune di Marigliano”. In sostanza il consigliere chiedeva che venisse dato seguito alla procedura per la dichiarazione di irrilevanza paesaggistica dei corsi d’acqua presenti nel territorio comunale. Non tutti però: a salvarsi dall’abolizione del vincolo dei 150 mt quale fascia di rispetto sarebbero stati solo il Canale Principale dei Regi Lagni e i suoi due controfossi, dallo sbocco alle bocchette di Nola, e il Canale Frezza, per il tratto compreso tra il Ponte delle Tavole e quello dei Cani, in quanto entrambi i corsi d’acqua risultano iscritti negli elenchi previsti dal Testo Unico acque n. 1775 dell’undici dicembre 1933.

In vista, dunque, un allentamento delle norme di tutela (vincoli paesaggistici e idrogeologici) sulla rete idrografica che, secondo gli oppositori, potrebbe dare il là a una speculazione edilizia senza freni e anche molto rischiosa per l’ambiente e l’incolumità dei cittadini. Proprio nelle ultime ore, a causa di un violento nubifragio, si è avuta prova del rischio idrogeologico cui è sottoposta la città di Marigliano, ancora una volta alle prese con allagamenti nel centro storico e gravi disagi anche nelle frazioni.

Ad ogni modo quanto previsto dalla consigliera Iovine si è avverato e l’ordine del giorno è stato approvato all’unanimità dei presenti (14), ossia i consiglieri di maggioranza più Francesco Tramontano, seduto in solitaria tra i banchi dell’opposizione dopo l’abbandono dell’aula da parte dei consiglieri Beneduce, Cerciello, Capasso e Mautone. Nel day after il consigliere Beneduce commenta denunciando che mentre “Marigliano si allaga e Carpino elimina le fasce di rispetto degli alvei per favorire sanatorie di abusi e soprusi”. Rincara la dose Saverio Lo Sapio, il quale afferma che “noi stiamo assoggettando una istituzione a un interesse personale e votiamo un provvedimento contro il parere del responsabile all’urbanistica”.

A completare la movimentata assise (e le sue propagazioni digitali) anche il momento della discussione di una mozione presentata proprio da Lo Sapio, consigliere autosospesosi dalla maggioranza alla fine del 2019, il quale auspicava di poter affrontare in consiglio comunale l’argomento relativo ai cosiddetti “furbetti del cartellino”, ossia all’indagine sugli assenteisti che ha portato alla sospensione di alcuni dipendenti. Proprio questo è il nodo della questione: solo alcuni dipendenti sono stati sospesi, non tutti. Vuole vederci chiaro Lo Sapio su quella che egli ritiene essere una palese disparità di trattamento operata dalla commissione disciplinare e dunque una ingiustizia perpetrata nei confronti di pochi, a beneficio di altri.

Il consigliere, agguerrito, fa riferimento anche al fatto che il 17 ottobre 2019 tutti gli indagati sono stati rinviati a giudizio, indistintamente. “Alla luce di questo provvedimento del tribunale – sottolinea Lo Sapio – possiamo fare insieme una riflessione senza voler condannare nessuno prima del tempo? Anche perché quello stesso giorno alcuni dipendenti rinviati a giudizio sono stati destinati a incarichi comunali di maggiore responsabilità, il che dimostra una disparità di trattamento. È palese che è stato premiato chi si muove come soggetto politico all’interno dell’istituzione con un vero e proprio centro di potere, finanche con una propria lista”. Un palese conflitto di interessi di cui accennammo anche qui.

La mozione presentata dal consigliere Lo Sapio ha prodotto una nota a firma del segretario generale del comune, dott. Tommaso De Girolamo, letta dal presidente Vito Lombardi nel corso del consiglio: “Lo scrivente, a tutela di tutti i consiglieri comunali, ritiene che tale mozione, per come è formulata e per le espressioni in essa contenute, travalica i compiti e le funzioni del consiglio comunale medesimo e costituisce, pertanto, un atto di grave ingerenza nell’operato di un organo terzo e che possa esporre i consiglieri medesimi a conseguenze di natura giuridica”.

Replica alla nota e chiosa il consigliere Giuseppe Jossa, dall’alto della sua competenza giuridica (è avvocato), dichiarando che si sarebbe riservato di interrogare il prefetto competente rispetto alle prescrizioni del segretario, il quale ha sostanzialmente messo in guardia i consiglieri sul rischio di incombere nel reato di abuso d’ufficio, nel caso in cui gli stessi avessero discusso la mozione in oggetto.