Migliaia di decessi all’anno in Italia per inquinamento atmosferico. Più di Usa e Giappone . Allarmanti i dati dell’Organizzazione mondiale della Sanità.
Non c’è tregua per la salute minacciata dall’inquinamento. Il mondo vive un ‘ecatombe di decessi,dice l’Organizzazione mondiale della Sanità e l’Italia entra nella sciagurata classifica con 21mila casi riscontrati. Dati impressionanti pubblicati pochi giorni dopo le decisioni del governo sulle nuove strutture per combustibili alternativi non inquinanti. Occorre fare qualcosa e in fretta anche se non siamo soli. Un primato lo detengono anche Ucraina con 54 mila vittime e Polonia. Poi – udite, udite! – la Germania con 26.000 morti. Solo in Svezia, l’inquinamento provoca 40 morti all’anno. Cha la situazione italiana fosse compromessa era noto, ma non con livelli così altui di mortalità. L’aria irrespirabile è mediamente sotto controllo, ma sono centinaia i Comuni che non hanno centraline o sistemi di monitoraggio funzionanti. I fondi scarseggiano . Le fonti di energia inquinanti che sprigionano soprattutto monossido di carbonio, restano la causa principale dell’ammorbamento dell’aria. La lista dei cattivi compagni di vita riunisce mezzi di trasporto obsoleti, industrie , fumi di combustibili . Più rallenta il mix tra rinnovabili e tradizionali, più pesante si fa il costo sociale dell’inquinamento. Il raffronto dei dati italiani con Stati Uniti e Giappone, è sconcertante. Negli Usa le morti sono 40 mila all’anno; in Giappone 30 mila. Considerata la popolazione residente e l’ estensione geografica dei due Stati, non resta da dire molto. Siamo paurosamente indietro nelle cose concrete da fare per non morire di mal’aria. Il pianeta soffre e tollera che solo l’ 8% delle popolazione mondiale viva senza preoccupazioni. Un ”privilegio”, come è stato detto. Il resto vive – e muore- in zone dove l’inquinamento atmosferico supera tranquillamente il limite dei 25 microgrammi di microparticelle (PM) per metro cubo, fissato dall’ Oms. Nel 2012 la stessa Organizzazione mondiale ha dichiarato che i decessi sono 6 milioni e mezzo all’anno. La stragrande maggioranza si verifica in Paesi con un reddito medio basso. L’Italia è tra questi . Quattro anni dopo invochiamo ancora di fare qualcosa e in fretta.








