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Madre di due studenti entra in classe e picchia prof di matematica

CASORIA – Si è presentata all’ingresso dell’istituto durante l’orario delle lezioni e, senza particolari ostacoli, è riuscita a raggiungere l’aula dove si stava svolgendo una lezione di Matematica. Protagonista dell’episodio una donna, madre di due studenti iscritti alla scuola professionale “Torrente” di Casoria, che nei giorni scorsi ha aggredito una docente davanti agli alunni.

Secondo quanto ricostruito, la donna avrebbe chiesto inizialmente di poter parlare con uno dei figli, per poi dirigersi direttamente verso la classe della professoressa con cui intendeva confrontarsi. Dopo aver bussato alla porta, è entrata nell’aula interrompendo la lezione. Il clima si è fatto subito teso: dalle prime parole si è passati rapidamente a un acceso diverbio, culminato – stando alle testimonianze – in un’aggressione fisica ai danni dell’insegnante.

Urla, spintoni e momenti di forte concitazione hanno scosso studenti e personale scolastico. Alcuni ragazzi, spaventati, si sono allontanati dall’aula, mentre altri sono intervenuti insieme ai collaboratori scolastici per separare le due donne e riportare la situazione sotto controllo. La docente è stata successivamente accompagnata in ospedale per accertamenti e cure mediche.

Sull’accaduto è stata presentata denuncia ai carabinieri della compagnia locale. La Procura di Napoli Nord ha avviato un’indagine per chiarire ogni aspetto della vicenda e accertare eventuali responsabilità. Il fascicolo è corredato dal referto medico che documenta le conseguenze fisiche e psicologiche riportate dall’insegnante.

All’interno dell’istituto è stata avviata una verifica interna da parte della dirigente scolastica, Annamaria Orso, per ricostruire la dinamica dei fatti e valutare eventuali criticità legate alla sicurezza e alle procedure di accesso. La comunità scolastica appare profondamente scossa: un episodio del genere non si era mai verificato prima in questa realtà formativa, punto di riferimento per molti giovani dell’area metropolitana.

L’episodio ha riacceso il dibattito sulla tutela del personale scolastico e sulla necessità di garantire maggiore controllo negli accessi agli edifici, in un contesto che dovrebbe rappresentare un presidio di legalità e formazione.

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