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Madonna dell’Arco, apre la “Sala Preziosi”: c’è anche un ostensorio donato da papa Pio IX

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Da oggi è aperta al pubblico una nuova area del museo degli ex voto di Madonna dell’Arco: la «Sala Preziosi», oggetto di cofinanziamento con la regione Campania – direzione generale per le politiche culturali ed il turismo tramite i fondi europei di sviluppo regionale 2014/2020. Gli ostensori, patrimonio di grande valore storico e culturale della comunità domenicana, sono stati esposti nella sala interamente ristrutturata e recuperata, all’interno del chiostro del Santuario, completando così il percorso narrativo del Museo.

La nuova sezione, tutta dedicata agli arredi sacri deputati all’esposizione delle ostie consacrate, porta alla luce un altro pezzo della storia dei frati predicatori. Ma c’è di più, nella sala è stato progettato e realizzato un nuovo sistema integrato di comunicazione multimediale e sarà possibile ai visitatori visionare le immagini digitalizzate degli antichi corali del ‘600. Gli otto corali, grandi volumi formati da fogli di pergamena che servivano come guida ai coristi per indicare con precisione i brani da seguire, hanno una storia degna di un romanzo storico tinto di «giallo» e oggi si possono ammirare, in originale, nel museo del Santuario.  Accuratamente illustrati, vergati in latino e deliziosamente miniati nel ‘600 da Hieronimo Nolano e da un altro autore, restarono nel Santuario fino al 1810, ossia sino alla soppressione di tutti gli Ordini religiosi, con un editto firmato da Napoleone a Compiègne. Per un bel po’ nessuno ne seppe più nulla ma la ricostruzione successiva ci dice che hanno attraversato almeno tre continenti, passando di mano in mano. Finché, nel maggio 2009, Cristhie’s, la casa d’asta londinese, invia un suo catalogo alla biblioteca di Capodimonte. Lì qualcuno lo sfoglia, nota le fotografie dei Corali e la loro provenienza: il Santuario di Madonna dell’Arco. Un bibliotecario, probabilmente, decide di chiudere il catalogo in una busta ed inviarlo all’indirizzo della basilica vesuviana. Il priore dell’epoca sfoglia il catalogo e non crede ai propri occhi. Comincia da quel giorno l’odissea per recuperare i tesori perduti che alla fine furono riacquistati all’asta.  Le illustrazioni, le miniature di questi codici, ora visionabili anche in digitale, si sono meravigliosamente conservate dal 1600 ad oggi. Colori vivissimi e sottili patine d’oro puro. Ed oggi alle 17, il priore padre Gianpaolo Pagano aprirà la nuova sala al pubblico, restituendo alla comunità altre preziose bellezze tra le quali si annoverano un ostensorio dell’800 donato da papa Pio IX in occasione della sua visita in Santuario (15 dicembre 1849), un ostensorio del ‘700 la cui base riproduce l’immagine della Madonna dell’Arco, un ostensorio del 1950 realizzato con ex voto d’oro e d’argento fusi, turiboli, pissidi, ampolliere e molto altro.

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