Ci sono due palazzine mai completate, due rustici, nel rione Saggese, nei quali si trovano ancora parcheggiati due furgoni Volkswagen che erano utilizzati per gli agguati dagli uomini del clan Egizio, clan storico ma ormai quasi estinto a causa dei vari morti ammazzati e delle tante retate. E poi ci sono appartamenti ubicati quasi ovunque nel territorio di Casalnuovo, hinterland mafioso a nordest di Napoli. Si tratta di 26 tra edifici e alloggi, alcuni di questi ultra residenziali, tutti confiscati dal tribunale di Napoli. Ed è un elenco solo parziale questo dei beni sottratti ai clan in tutta l’area. Intanto ha dato il via a un bando di gara per l’assegnazione a scopo sociale di 5 appartamenti tolti alla camorra l’amministrazione comunale del paesone di 50mila abitanti stretti nell’alveare di decine di palazzi della speculazione. Uno di questi 26 beni immobili è già in fase di riutilizzo. Si tratta di alcuni locali al piano terra di via San Giacomo, una traversa del centro di Casalnuovo. Qui ieri sera è stato inaugurato uno sportello di aiuto ed assistenza ai commercianti e agli artigiani, un servizio, denominato “Al Corso”, fortemente voluto da queste parti dopo il suicidio, avvenuto nel 2014, di Eddy De Falco, il pizzaiolo di Pomigliano che aveva un negozio a Casalnuovo in cui fecero irruzione gli ispettori del lavoro. I pubblici funzionari comminarono a Eddy una multa di 2mila euro. Il giorno dopo, per la disperazione di non poter pagare la sanzione, il commerciante si uccise soffocandosi con i gas di scarico, chiuso nella sua automobile, sotto casa. Storie tragiche anche a Casalnuovo, dunque. Come del resto tragica è stata ed è la storia relativa alla camorra locale. Dei 26 appartamenti che si trovano nell’elenco dei beni confiscati nel paese degli abusi di ogni sorta 14 appartengono al clan Egizio, clan storicamente egemone ma in fase di smantellamento. Il boss Antonio, il “tedesco”, chiamato così perché aveva aperto una serie di società in Germania, fu ucciso nel 1994, a 41 anni, nel campo comunale, dove giocava la sua squadra di calcio, il Casalnuovo. Il fratello Umberto, costruttore, è in galera dal 2011 per una sfilza di reati, estorsioni “ad ampio raggio”. Ma ora a Casalnuovo comandano altri gruppi. Da tempo. A ogni modo il sindaco Massimo Pelliccia sottolinea lo sforzo della sua amministrazione. “Abbiamo scelto di mettere nel bando gli ultimi cinque beni confiscati alle mafie – commenta il sindaco – e riusciremo a garantire l’utilizzo del cento per cento degli immobili sottratti ai clan. Nel frattempo siamo felici ed entusiasti dell’apertura di oggi della sede affidata al consorzio “Al Corso” perchè questo consentirà di dare risposte concrete agli esercenti che hanno bisogno di aiuto a causa della crisi e di dare aiuto anche ai consumatori”. Dei 5 beni appena inseriti nell’ultima gara per il loro riutilizzo figurano 3 appartamenti del centro commerciale Meridiana, nella frazione di Tavernanova, e 2 alloggi in via Arcora. Dovranno essere sedi delle associazioni che si occupano delle donne vittime di violenza. Attualmente a Casalnuovo sono 19 gli immobili confiscati e utilizzati da varie associazioni che si occupano di antiracket, di minori o comunque di fasce sociali svantaggiate. Di questi 3 si trovano nel palazzo in cui abitano gli Egizio, in via Campana: un garage, un appartamento al piano mediano e un attico. Il Comune li vuole ristrutturare. Sono stati inseriti in un progetto che prevede finanziamenti regionali.
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