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Riportiamo di seguito un resoconto a cura di Franco Mosca, Presidente della Pro Loco di Somma Vesuviana, sul convegno tenutosi al Castello D’Alagno, sul tema “Le Fortificazioni del Casamale e la Presenza Aragonese a Somma”.

Grande successo! E non era mai capitato prima. Ben 9 relatori di grande spessore al capezzale della storia di un illustre sconosciuto (o quasi): la fortificazione cosiddetta aragonese del Casamale in Somma Vesuviana. Una grande scommessa vinta.

Il salone “nobile” del castello d’Alagno, in un ventoso sabato pomeriggio di novembre, stracolmo di pubblico interessato ad un particolare segmento della  propria storia antica. Cinque ore belle piene di dati e di date legate  alla corposa presenza degli Aragonesi in città. Diciamo che nei circa 60 anni di regno aragonese la città di Somma ne è stata la dimora preferita.

Così, senza grandi clamori, un manipolo di volontari con al cuore il bene della propria comunità si sono messi in gioco e dal niente hanno creato un evento che mancava nel pur variegato panorama dell’offerta culturale della cittadina vesuviana. Un convegno preparato con competenza e guidato con maestria: Le Fortificazioni del Casamale e la Presenza Aragonese a Somma. Ognuno ha svolto il proprio compito assegnato. Sette professori universitari, di specifica competenza, si sono cimentati in una storia intuita ma mai rivelata: l’importanza di Somma nella dinastia Aragonese di Napoli. Finalmente il Castello d’Alagno ha visto una manifestazione consona al decoro ed alla propria storia. Finalmente si è parlato seriamente della padrona di casa, Lucrezia d’Alagno. Tanto maltrattata dal destino, dalla storia e soprattutto dagli storici. Dopo questo convegno sicuramente Lucrezia comincerà a riposare un po’ in pace. Speriamo che il “suo” Castello in Somma cominci finalmente ad essere testimone di Cultura.

La manifestazione, alle 15 in punto, è stata aperta dal responsabile principale del convegno il prof. Maurizio Bugno, (un napoletano che, conosciuta Somma, rimandone affascinato, la ha adottata) spiegandone l’obiettivo principale. E’ intervenuto poi il Sindaco Salvatore Di Sarno con i saluti dell’amministrazione comunale ed il Deputato On.le Gianfranco Di Sarno con i ringraziamenti agli organizzatori e le raccomandazioni agli amministratori locali. Ma l’intervento più clamoroso è stato quello del giovanissimo neoconsole di Spagna che ha fatto proprio a Somma la sua prima uscita pubblica. In un perfetto italiano ha ricordato i legami che il popolo spagnolo ha con la storia di Napoli. Meravigliato dall’accoglienza e dal folto pubblico, ha manifestato lo stupore che Somma gli ha procurato nella brevissima visita assicurando di ritornarci con maggiore disponibilità di tempo.

Poi il dott. Domenico Russo ha illustrato la prima relazione inquadrando il periodo storico e le presenze reali in Somma. Ma certamente uno degli interventi più interessanti è stato quello del dott. Domenico Camardo che, in collaborazione con il Prof. Aldo Cinque e con il Dott. Mario Notomista, ha illustrato gli esiti dello studio preliminare fatto sui pochi resti del castello normanno a quota 450. E’ venuta fuori una ricostruzione virtuale, molto realistica, di una imponente fortezza inespugnabile risalente ai primissimi secoli del secondo millennio e costruita sui detriti piroclastici dell’eruzione  del Vesuvio del 472 d. C. Fatta presente ovviamente la necessità di un intervento urgente per salvare dalla distruzione finale i pochissimi ruderi ancora visibili.

Tra le relazioni più attese vi è stata quella della Prof. Marina D’Aprile, del dipartimento  di Architettura, dell’Università “Luigi Vanvitelli”. La D’Aprile ha fatto diversi sopralluoghi sulle Mura e gli esiti sono stati tutti particolarmente attesi. Ma la domanda principale, relativa al periodo storico di costruzione della fortificazione, è rimasta ancora sospesa. La necessità di ulteriori, essenziali approfondimenti, con una indagine di scavo archeologico mirata alle fondazioni della Murazione, era già evidente ai primi sopralluoghi, per cui è rinviata la datazione precisa, anche in mancanza di fonti letterarie documentali.  L’ipotesi di datazione per il momento più apparente è quella propria del quindicesimo secolo, legando ipoteticamente così l’opera di costruzione ai D’Alagno. Ma tutto è ancora da approfondire.

Importante l’intervento dell’Arch. Salvatore Cimmino che ha spiegato come, sotto l’aspetto urbanistico, gli edifici di epoca aragonese come la chiesa di S. Maria del Pozzo ed il Castello D’Alagno, fossero stati già collegati idealmente in un asse stradale di potenziamento nord-sud, dando al nostro castello una funzione  principale di Museo cittadino sulla direzione S. Maria a Castello – Vetta del Monte Somma. Progetto affrontato, approfondito e migliorato anche nell’ambito del Parco Nazionale del Vesuvio attraverso il Piano stabilito. Da qui l’invito agli amministratori locali a tener presente gli stessi principi nel redigendo un nuovo PUC.

Si sono avvicendati poi il Prof. Enrico Di Lorenzo, già ordinario di letteratura latina all’Università di Salerno, con una disamina sulle opere di Jacopo Sannazaro, un’altra presenza documentata ed interessante a Somma nel periodo aragonese. Lo ha seguito il  giovanissimo Prof. Jacopo Pignatiello con “Somma aragonese in due novelle di Matteo Bandello”. Interessantissimo anche l’intervento del dott. Mario Cesarano della Soprintendenza ABAP  dell’area metropolitana, il quale ha proposto una puntuale ricognizione archeologica, soprattutto di età romana, della zona con i numerosi rinvenimenti accertati. Da lui ancora una volta l’invito a dotare Somma di un museo cittadino.

Ma gli interventi più esplosivi sono stati quelli del Prof. Guido Maria Cappelli, dell’Università Orientale di Napoli sulla politica aragonese e, soprattutto, quello finale del Prof. Francesco Storti della Federico II. In entrambi i casi si è scoperto una “dominazione” aragonese illuminata e, per molti versi, innovativa e rivoluzionaria. E, soprattutto, nel caso di Re Ferrante, un grande organizzatore politico, molto attento alla vita dei territori amministrati. E, nel caso di Somma, un’attenzione ancora maggiore perché patria di grandi ricchezze e patrimoni (leggi tasse) e numerose e pesanti presenze nell’esercito reale riorganizzato e potenziato.

Tutte le relazioni entreranno negli atti che saranno pubblicati  a breve e che sono già in prenotazione. Tra il pubblico, oltre a tanti cittadini, numerosi forestieri. Tra gli amministratori notata la presenza di Adele Aliperta, Angelo De Paola, Salvatore Esposito e Flora Pirozzi.

Ma a noi ora necessita raccontare chi ha materialmente permesso la realizzazione della manifestazione. Certamente il Comune di Somma Vesuviana, il Parco Nazionale del Vesuvio insieme alla Città Metropolitana di Napoli ed il Consolato Generale Spagnolo di Napoli. Una menzione particolare va all’Istituto Alberghiero De Medici di Ottaviano con i quaranta studenti e i proff. D’Atri, Annunziata, Ambrosio che hanno sacrificato un sabato sera extrascolastico. Naturalmente tutti i relatori invitati ed intervenuti. Fin qui, diciamo, si tratta di organismi istituzionali già preposti e forse in minima parte “obbligati” al bene e alle attività pubbliche e sempre (doverosamente) menzionati. La parte invece che viene indicata spesso come “generiche associazioni volontarie private” sempre più ha un ruolo fondamentale nella vita dei nostri territori e noi per questo ci teniamo ad elencare i nomi di chi ha dato, ancora una volta, gratuitamente, corpo ad un grande evento di interesse pubblico:

Padre Giuseppe, Superiore dei Trinitari; Dora Rossi e Carmen Dell’Acqua, le elegantissime damigelle in costume aragonese; Stefano Prisco, Silvio Prisco, Elio Ambrosio, stampa grafica e costumi; Antonio Granato, audio-service; Margherita Sodano, Emilia Granato, Giuliana gagliardi, Carmela Cerciello, accoglienza; Nunzia Aliperta e Rita Cioffi, segreteria; Dino Di Luccio Strato, Giovanni D’Avino, Carlo e Antonio dell’Acqua, Gennaro Coppola, Stefano, Ruggiero Esposito, Franco Calvanese  i tutto-fare; Salvatore Aliperta, il riferimento e “parafulmine”. E tantissimi altri ancora.

Il tutto è stato possibile con la responsabilità e la collaborazione delle associazioni   “Amici del Casamale”, “Pro Loco Somma Vesuviana”,” L’altra faccia del Somma-Vesuvio, Storia, Cultura, Arte, Tradizioni “ che  hanno promosso ed organizzato l’evento.