Le discriminazioni quotidiane di chi vive la disabilità: disavventura al Vulcano Buono per lo scrittore Di Matola

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Lo scrittore Gianluca Di Matola

La denuncia di Gianluca di Matola: “La legge 104 interpretata ad uso e consumo dei commercianti, discriminazione in uno store del Vulcano Buono a Nola”.

Ad uno scrittore serve un computer e giacché oggi la promozione di qualunque prodotto, anche un libro, si fa sui social, gli occorre possibilmente anche uno smartphone. Se poi questo scrittore, mettiamo pluripremiato, è anche un disabile, i supporti informatici sono oltremodo necessari. Lo sa bene Gianluca Di Matola, autore di numerosi racconti e romanzi, vincitore di CasaSanremo Writers, dello Scerbanenco e di altri premi letterari, oggi quarantenne e costretto in carrozzina fin da piccolo. Invalido civile al 100 %, usufruisce del pacchetto di agevolazioni fiscali, la nota legge 104, a favore dei portatori di handicap. Ebbene, questo non gli ha evitato una spiacevole avventura, qualche giorno fa, in uno store del centro commerciale «Vulcano buono» di Nola. In virtù della normativa, si possono acquistare con Iva agevolata al 4 % sussidi tecnico informatici, dunque pc, tablet, cellulari, modem e tutto ciò che possa agevolare la socialità di un portatore di handicap. «Si tratta di un diritto e spesso, nel richiederlo, ci si sente quasi mortificati – dice Gianluca-  ebbene, mi sono recato in un R-Store, rivenditore ufficiale Apple, per acquistare un pc e uno smartphone. Ho scelto, richiedendo poi l’Iva agevolata. Colei che credo essere la responsabile del punto vendita mi si è rivolta con fare arrogante rispondendo che l’agevolazione mi è stata applicata mesi fa sull’acquisto di un altro smartphone e che dunque non era più possibile. Ora, un telefono può rompersi e gli unici paletti fissati dalla norma riguardano la prescrizione di uno specialista Asl attestante il collegamento funzionale tra menomazione e sussidio informatico». Alla fine, Gianluca ha acquistato altrove, ma ha deciso di denunciare l’episodio. «Non si può riscrivere la normativa strappando in faccia ad un disabile la propria carta dei diritti, ho deciso di parlarne perché tante persone come me non si pieghino all’ennesimo abuso».