Giovanni Passaro ora è il segretario generale della Fillea-Cgil di Napoli e provincia ma nel 2010 era il segretario dei lavoratori edili del comprensorio di Pomigliano, proprio il territorio in cui opera in qualità di piccolo costruttore il papà di Luigi Di Maio.
“Ho seguito personalmente questo lavoratore, il signor Salvatore Pizzo, l’operaio che lavorava per Antonio Di Maio. Lui ha avuto un contrasto di lavoro ma ha scelto di non denunciare l’impresa del signor Di Maio e di arrivare a un accordo lui”
Questo vuol dire che quando si è rivolto a lei il signor Pizzo lavorava al nero ?
“Si. Comunque pian piano affiorano i ricordi. Pizzo mi disse che il titolare lo aveva “cacciato”…
Ma prima di essere cacciato Pizzo lavorava al nero da Di Maio…
“Si fa una transazione con il titolare perché evidentemente prima c’era una situazione irregolare. Comunque Pizzo non voleva procedere per via giudiziaria contro Di Maio. Lui mi disse che non voleva denunciare nessuno”
E alla fine lei è riuscito a far stipulare un accordo tra Pizzo e Di Maio…
“Si, sono riuscito a far prendere a Pizzo il posto lavoro contrattualizzato grazie a quel certificato medico dell’infortunio che disse di aver subito mentre lavorava per Antonio Di Maio. Quindi l’operaio ha optato per un accordo con un bonus di 500 euro e la regolarizzazione del posto di lavoro attraverso un atto transattivo. Ma dopo da me lui non è venuto più”
Ma avete un documento di questa vicenda ?
“Abbiamo una copia della transazione tra Pizzo e Di Maio, cioè l’accordo tra il lavoratore e l’operaio. In genere la transazione gli operai la scelgono per evitare le lungaggini del tribunale del lavoro, le lungaggini dei ricorsi”
La piaga del lavoro nero è così diffusa nel settore per il quale lei fa sindacato ?
“E lo scopriamo adesso ? il 50 per cento delle attività in nero si trova nel settore edile. Il lavoro nero nel settore edile è una piaga, soprattutto a Napoli e nel Mezzogiorno. Pensi che 8100 aziende a Napoli e provincia praticano il dumping contrattuale, vale a dire che dichiarano che i loro operai non lavorano nell’edilizia ma nel settore florovivaistico o merceologico. E nessuno fa niente. La Cgil ha denunciato da tempo questa truffa ma lo Stato non si muove”
Torniamo a Pizzo e a quando il manovale edile si rivolse al lei. Che tipo di incidente sul lavoro subì mentre lavorava per il signor Di Maio ?
“Mi disse che si era fatto male al dito e che Di Maio gli impose di non dire niente su questa cosa. Io poi chiamai il signor Di Maio che subito venne da me. Pizzo mi disse che non lo voleva denunciare ma che voleva solo lavorare ”
Si va bene Passaro. Ma sei mesi dopo la transazione e la successiva regolarizzazione Pizzo è stato di nuovo licenziato da Di Maio…
“Non ricordo se si trattasse di un contratto a tempo determinato. Quel che è certo è che quando nell’edilizia un cantiere ha terminato di svolgere la sua funzione la cessazione del lavoro è automatica. Non si tratta di licenziamenti ma di fine del lavoro per cessazione”.







