A Sant’Anastasia resta alta l’attenzione sulla realizzazione della Casa della Comunità prevista in via Siano, un progetto destinato ad avere un ruolo centrale nell’organizzazione dei servizi sanitari sul territorio. L’intervento, finanziato con i fondi del PNRR, prevede un investimento superiore al milione di euro; tuttavia, i tempi per arrivare all’inaugurazione della struttura restano incerti.
A sollevare la questione è il consigliere comunale di opposizione Apostolos Papais, che nei giorni scorsi ha chiesto chiarimenti alla direzione dell’ASL Napoli 3 Sud e al Distretto Sanitario sullo stato di avanzamento dell’opera.
Secondo Papais, le risposte ricevute finora non sarebbero sufficienti a delineare con precisione il percorso ancora da compiere. Da qui la richiesta, rivolta al Sindaco e all’assessore competente, di conoscere quali attività siano state già avviate, a che punto si trovi l’iter amministrativo e quali siano le prossime azioni previste per giungere all’attivazione del presidio.
Il consigliere sottolinea inoltre la necessità di un confronto costante tra Amministrazione comunale, ASL e Distretto Sanitario, soprattutto considerando l’importanza strategica dell’investimento per Sant’Anastasia e per i comuni limitrofi.
La Casa della Comunità, infatti, non deve essere considerata una semplice opera edilizia, ma un presidio capace di rafforzare concretamente la sanità di prossimità. Una volta pienamente operativa, rappresenterà un punto di riferimento per famiglie, anziani e persone fragili, garantendo prevenzione, continuità assistenziale e una reale presa in carico dei cittadini. Il progetto punta a integrare in un’unica rete medici di medicina generale, specialisti, infermieri di famiglia e servizi socioassistenziali.
Proprio per questo, secondo Papais, è fondamentale definire un cronoprogramma chiaro: non solo lo stato attuale dei lavori, ma anche le prossime fasi operative e le tempistiche di apertura. La vera sfida non sarà soltanto completare l’edificio, ma creare attorno ad esso una rete stabile e coordinata tra le istituzioni e gli operatori della salute.
Sullo sfondo resta però la cronaca: le ASL si sono mosse con forte ritardo. Nonostante i fondi siano disponibili fin dal 2022 e il termine ultimo per il completamento sia fissato a giugno 2026, in diversi casi si sono registrate “false partenze”. A Sant’Anastasia, ad esempio, nella struttura di via Siano non si notano ancora interventi organizzativi o strutturali tali da far presagire l’imminente avvio della nuova realtà territoriale.
A ciò si aggiunge la denuncia di diversi cittadini e i riscontri diretti sul campo: nel corso del mese di agosto, il distretto è rimasto privo di presidio medico e infermieristico. Un segnale critico per la cittadinanza, specialmente per chi ha avuto necessità di una prestazione ambulatoriale urgente.
Una situazione analoga si registra a Somma Vesuviana, dove il cantiere della Casa della Comunità in via Circumvallazione rimane fermo, arricchito di recente solo da uno striscione programmatico. Su quando la struttura diventerà effettivamente operativa, o su quando l’eterno cantiere chiuderà i battenti, regna ancora la totale incertezza.



