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“Il sindaco di Acerra invece di essere processato è stato rieletto nel 2017: chiedo al ministro dell’Interno di valutare lo scioglimento del consiglio comunale”. La richiesta condita di accuse pesanti è stata letta, in diretta televisiva RAI da Montecitorio, durante un’interrogazione parlamentare, dal deputato M5S e componente della commissione bicamerale antimafia Antonio Del Monaco. “Un’inchiesta che va avanti ormai dal 2012 – ha esordito Del Monaco davanti al presidente della Camera, Roberto Fico, e agli altri parlamentari presenti – ha portato alla scoperta della pratica diffusa di una compravendita di voti ad Acerra, che riguarda la campagna elettorale del 2012 e quella del 2017. Diversi video – ha specificato il generale dell’Esercito nell’attacco diretto al sindaco Raffaele Lettieri – fatti recapitare alla polizia giudiziaria mostrano chiaramente come la compravendita dei voti interessi il primo cittadino, che invece di essere processato è stato eletto con un ballottaggio pilotato. Anche attivisti locali M5S e gli ambientalisti hanno depositato denunce su pratiche analoghe che fanno riferimento a una compravendita di voti per cifre che variano dai 20 ai 50 euro o anche a buste della spesa regalate alle famiglie dei potenziali elettori”. Quindi la lettura della vicenda sulla sparizione, nel tribunale di Napoli, dei fascicoli del processo di primo grado sul voto di scambio alle elezioni del 2012. Processo che tra i politici locali ha visto condannato il solo ex consigliere comunale Nicola Ricchiuti, al momento dei fatti contestati marito di una cugina del sindaco Lettieri ed esponente di punta della lista civica di maggioranza Acerra è Tua. Intanto il ministro della giustizia, Alfonso Bonafede, ha disposto l’invio a Napoli degli ispettori. “Una vicenda inquietante – ha concluso Del Monaco – per cui alla luce di questi fatti chiedo al ministro della Giustizia di fare chiarezza e al ministro dell’Interno di valutare al più presto lo scioglimento del consiglio comunale di Acerra”. Alle parole di Del Monaco ieri Lettieri non ha replicato. A ogni modo i giudici della Corte d’ Appello di Napoli, dopo l’allarme lanciato dalla parte civile (gli ambientalisti Alessandro Cannavacciuolo e Vincenzo Petrella), hanno annunciato che il processo si farà prima che sopraggiunga la prescrizione, il 31 ottobre. Ma non ha avuto ancora esito un’indagine della procura di Nola su un presunto voto di scambio alle elezioni del 2017.

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