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L’ambiente velato del governo Lega-Cinque stelle.

Il Ministro  Sergio Costa ha ricevuto le Associazioni ambientaliste. Quello dell’Economia frena sulla spesa pubblica. Dubbi sugli impegni presi con i cittadini.

 

Chissà se va. Il governo ( uno per tutti ) per alcune ore (?)sembra dispensarci  dalle assillanti dichiarazioni su migranti, rom ,  scafisiti, infida Europa   e  farci sapere che  in  Parlamento è passata  la relazione sul documento di programmazione economica e finanziaria 2018. Un buon risultato, di un governo che lavora, da riconoscere , laddove il Ministro dell’Economia Giovanni Tria ha detto chiaramente che non c’è spazio per nuove spese. Occhio  ai saldi di bilancio ed alle promesse elettorali dei potenti di oggi. Tria , onesto, ha espresso addirittura poche riserve sul vecchio documento preparato da Gentiloni e Padoan. Un  dato , però,   per nulla trascurabile  – oltre ai cento  altri impegni del famoso contratto di governo – emerso nel discorso di Tria riguarda, l’ambiente e gli interventi di bonifica dei territori devastati. Vai a vedere se, quando, e come saranno fatti.

Al Ministero dell’Ambiente siede il generale dei Carabinieri, Sergio Costa. Un uomo di sicuro valore, che forte delle dichiarazioni del capo del governo Giuseppe Conte sull’ambiente ( “non siamo disponibili a sacrificare l’ambiente e il progetto di una blueeconomy per scopi altri”) , la settima scorsa ha chiamato al Ministero 23 Associazioni ambientaliste. Condivido con voi obiettivi e finalità, ha detto Costa, riferendosi a 50 proposte di un Agenda verde portata dalle Associazioni. Mettendo insieme questi eventi – il Documento economico approvato in Parlamento e l’annuncio di Costa – si capisce che siamo davanti a due strade destinate a non incontrarsi. Perché ? L’ambiente è sempre stata una priorità dei governi degli ultimi quindici anni. Nessun premier o ministro avrebbe sfidato l’impopolarità negando ritardi , lentezze , malversazioni, urgenza di fare bene. Meno di tutti poteva farlo un militare che ha battagliato a lungo nella terra dei fuochi campana. Ma  il Ministro dell’Economia sulla sostenibilità ambientale è ricorso al vago “ma anche” (“ l’esecutivo si impegna a realizzare un cambio radicale di paradigma economico…. ma anche la sostenibilità ambientale e sociale “). E’ vero che nell’incontro con Costa, gli ambientalisti hanno chiesto la cancellazione dei sussidi alle fonti di energia fossili che valgono 16 miliardi di euro . Ma tutto ciò che si aspettano WWF, Greenpace e compagni, si dovrebbe  fare con quei soldi ? E quando ? Se Costa, e quindi il governo, condividono  la proposta di taglio dei fondi alle energie tradizionali, dovranno mettersi al lavoro subito. Non è un’ operazione  facile perché tocca tanti altri provvedimenti adottati  dai governi precedenti. Le fonti fossili accompagnano la transizione alle nuove, il  passaggio  pluriennale e strategico verso un nuovo modo di vivere e consumare. Quei soldi servono a questo, a meno che nelle stanze che contano non si voglia ridiscutere tutto da cima a fondo. Ma poi , come sopra,  chi è contro un ambiente sano e non inquinato alzi la mano .

E’ quindi saggio  non alimentare aspettative , soprattutto in coloro che volontariamente presidiano territori devastati e mortiferi . Il quadro generale designato dal Ministro dell’Economia ci ha riportato sulla terra, sulla concreta capacità leghista e grillina di rispettare gli impegni presi con gli elettori. Sono chiamati a conciliare bisogni diversi, inquietudini popolari e interessi nazionali o sovranazionali.  Ancora più in profondità hanno urgente necessità di studiare i provvedimenti che intendono modificare , ogni effetto collaterale delle singole azioni concepite da un governo del  cambiamento. Quale migliore sfida della salute e della qualità ambientale delle nostre città ? Ora lo Stato siamo noi, ci ricordava il vicepremier Luigi Di Maio.

Prima delle elezioni Lega e Cinque stelle hanno firmato un Patto per l’Ambiente. Anche qui l’associazionismo ha voluto segnare una distanza – più elettorale che sostanziale con la vecchia classe di governo di  Renzi, Gentiloni, Calenda, Galletti – verso  una nuova legittimazione politica delle loro battaglie. Vedendo oggi al potere i loro contraenti – segnatamente i  Cinque stelle – gli ambientalisti hanno, quindi, grandi desideri di voltare pagina, di passare dall’antagonismo al protagonismo decisionale. L’invito al Ministero del Ministro Costa è stato un segnale di disponibilità in questa direzione. Ma attenzione, quel mondo nel quale idealmente tutti ci riconosciamo, dall’altro ieri teme qualche delusione. Peggio,  la negazione di impegni sottoscritti, perché i soldi mancano e quelli da spostare non sono a portata di mano. Tutto ciò  quando i patti firmati vanno così di moda e il Ministro   dell’Economia ammonisce a stare con i piedi piantati per terra****

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