Ieri sera, 4 settembre alle 20.30, si è svolta nella stazione della Circumvesuviana di Pomigliano d’Arco la XXX edizione del festival Pomigliano Jazz. L’edizione di quest’anno, inaugurata il 10 luglio, ha previsto quattro appuntamenti finali a cavallo della fine dell’estate, fino all’8 settembre.
Ad aprire la serata è stato il celebre sassofonista e compositore Marco Zurzolo, che ha presentato “Forcella”, un racconto-jazz in uscita nelle librerie il 19 settembre. Tra un brano e l’altro, l’artista ha dipinto scorci della città di Napoli, soffermandosi su alcuni dei suoi aspetti più caratteristici e suggestivi: i soprannomi, la superstizione, il mare. “Diffidate da chi non si emozioni davanti al mare”, ha esclamato. Non sono mancati momenti di intensa riflessione, con apprezzatissimi interventi dedicati alla guerra, a Gaza e all’Ucraina, che hanno profondamente commosso il pubblico.
A seguire si è esibita la cantante e musicista spagnola Andrea Motis, nota per il suo repertorio in catalano, spagnolo, portoghese e inglese, accompagnata dal chitarrista Josep Traver. La performance ha incluso diversi brani, tra cui un emozionante tributo ad Amy Winehouse con “Valerie”. Pur non parlando italiano, l’artista è riuscita a farsi comprendere e ad emozionare grazie al suo talento. In chiusura ha sorpreso tutti interpretando il celebre brano di Bruno Martino, Estate.
Nel backstage, al termine dell’evento, c’è stata l’occasione di incontrare sia Marco Zurzolo sia Onofrio Piccolo, ideatore del festival. Il sassofonista ha raccontato un aneddoto curioso: la stazione non è stato il luogo più insolito in cui abbia mai suonato, poiché una delle sue prime esibizioni si svolse addirittura in un ascensore. A questo proposito, Piccolo ha sottolineato come uno dei punti di forza di Pomigliano Jazz sia proprio la scelta dei luoghi, che non solo rendono speciale l’esperienza ma spesso influenzano anche la selezione dei brani.



