Mentre i media nazionali parlano di crescita dell’Italia, il mercato automobilistico italiano arretra.
Raffale Apetino, segretario territoriale della Fim Cisl per il settore auto, nell’annunciare la settimana di cassa integrazione nella Fiat di Pomigliano, dal 26 al 31 ottobre prossimi, parla di “calo fisiologico degli ordini in questa parte della stagione”. Apetino, dunque, tranquillizza. Ma il sindacalista rivendica contemporaneamente la necessità di dare seguito al piano di Detroit strombazzato da Sergio Marchionne & soci, media compresi, attraverso l’introduzione di un nuovo modello di vettura a Pomigliano, da affiancare alla Panda. Ci sono però troppe discrepanze in quest’analisi.
Primo: il progetto Panda non ha centrato l’obiettivo prefissato delle 250mila vetture all’anno (la produzione è ormai stabilizzata attorno alle 120-130mila vetture). Secondo: Marchionne non si azzarda mai e poi mai a far neanche pensare alla più lontana possibilità di mettere una seconda produzione a Pomigliano. Terzo (ma non sarebbe cosa da mettere al terzo posto): il mercato italiano dell’auto segna il passo proprio mentre il coro mediatico nazionale diffonde a mari e monti la presunta crescita del nostro Paese, che sarebbe, ma il condizionale a questo punto è d’obbligo, già iniziata. Ergo: la situazione del settore automobilistico napoletano resterà questa (senza né carne né pesce) chissà ancora per quanto tempo.
“Dulcis” in fundo c’è da specificare che la settimana di cassa integrazione appena resa nota per Pomigliano si aggiunge ai due giorni di stop già effettuati in questo mese.
(Fonte foto: rete internet)



