Ieri sera il corteo contro l’inquinamento.
“La vita dataci dalla natura è breve, ma la memoria di una vita ben spesa è breve”. La frase è stata messa accanto alla foto di Armando Esposito, noto ambientalista acerrano scomparso nel giugno di quest’anno. Parole apposte sullo striscione che ieri sera è stato messo alla testa del corteo cittadino che ha animato la “Fiaccolata per la Vita”, appuntamento annuale del popolo della Terra dei Fuochi. Dietro allo striscione c’erano i parenti di Armando e le sue “Guardie Ambientali”, l’associazione che l’ecologista fondò nel tentativo di controllare e scovare le discariche abusive di questo territorio simbolo dei mali di questa terra. E qualche passo più in fondo, spesso poco visibile perché attorniato da un capannello di fotografi e giornalisti, la sagoma inconfondibile di Luigi Di Maio, il vicepresidente della Camera nonché leader del Movimento Cinque Stelle, che anche quest’anno ha voluto partecipare alla manifestazione organizzata da Alessandro Cannavacciuolo, il più noto ambientalista della zona, e dalle varie associazioni che qui stanno ingaggiando una lotta molto dura sul fronte della rispetto della legalità. “Possono stanziare tutti i soldi che vogliono – ha detto Di Maio mentre camminava nel corteo – ma la gente continua a scendere in piazza perché è netta la percezione che non si sta facendo nulla. I roghi continuano e i droni li stiamo aspettando da mesi. Le bonifiche da anni. E qui si muore ancora. Qui, dove a due passi vive anche la mia famiglia, a Pomigliano. Qui, dove si respira la stessa aria. Questo corteo – ha anticipato il leader pentastellato – inaugura una nuova stagione di battaglie del popolo della Terra dei Fuochi”.
Accanto a Di Maio c’era Maria Di Buono, vedova del vigile eroe di Acerra, Michele Liguori, morto di cancro a 57 anni, dopo una vita trascorsa a sequestrare discariche abusive. Nella folla si poteva distinguere anche Valeria Ciarambino, capogruppo del Movimento Cinque Stelle in consiglio regionale, e tutto il gruppo pentastellato dell’M5S di Pomigliano: Dario De Falco, Salvatore Esposito e Salvatore Cioffi.
Il corteo è quindi giunto all’ingresso del cimitero di Acerra. Qui, sulla gradinata, sono stati appoggiati centinaia di lumini accesi per ricordare i tanti morti di cancro di questa terra. Due mamme in lacrime reggevano nel frattempo gli striscioni con le foto delle loro figlie portate via dal male che non dà scampo. “Io non chiederei nemmeno un bicchiere d’acqua ai politici – il discorso al microfono di don Maurizio Patriciello, il prete della Terra dei Fuochi – ma dobbiamo continuare a pretendere da loro che facciano il loro dovere. Intanto spero che se abbiamo un braccio corto con quello dovremo prendere e se ne abbiamo uno lungo con quello dovremo donare”.






