Falò dei “pentiti infami”: emergono intrecci con la politica. Borrelli: “Commissione d’accesso nel comune di Castellammare”

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Le indagini sul falò “dedicato” ai pentiti nel popolare rione Faito di Castellammare solo sul punto di scoperchiare il “consueto” pentolone fatto di intrecci tra politica e camorra, tra il palazzo comunale del capoluogo stabiese e i clan, fortissimi, che da decenni operano in questo stupendo ma sfortunato territorio, flagellato dagli storici mali che affliggono dal Dopoguerra tutto il Napoletano. Sulla questione degli intrecci relativi a questa ultima, incresciosa, vicenda del “cippo” dei pentiti con tanto di scritta “bruciate infami”, è intervenuto, deciso, il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrrelli, che da quando è iniziato il suo mandato nel consiglio campano sta conducendo numerose battaglie, spesso solitarie, contro le prepotenze che caratterizzano i nostri territori partenopei e che ne bloccano il progresso. “Chiediamo la commissione d’accesso nel Comune di Castellammare per far luce sulla vicenda – l’appello di Borrelli – dopo i manichini dei pentiti bruciati emerge una nuova vicenda inquietante”. “Le risultanze investigative – spiega infatti Borrelli – stanno delineando un quadro inquietante circa i rapporti tra malavita, imprenditoria, politica e amministrazione comunale a Castellammare di Stabia”. Così il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, commenta quanto riportato dagli investigatori impegnati nelle indagini dell’operazione “Olimpo”. “Dalle carte emergono una serie di rapporti nebulosi tra apparato, imprenditori collusi e criminalità, oltre ad una serie di ipotesi di reato. Per questa ragione chiediamo l’istituzione di una commissione di accesso per fare piena luce sulla vicenda. Occorre scoperchiare ogni eventuale infiltrazione della malavita nell’attività dell’amministrazione della res publica anche dopo l’altra recente vicenda inquietante dei manichini dei pentiti bruciati in pubblico davanti a migliaia di persone”. “I gangli della malavita su Castellammare di Stabia – aggiunge il consigliere regionale – rappresentano un limite allo sviluppo del territorio e una fonte di arricchimento per i clan. In una zona ad alta densità criminale, dove i clan criminali sono egemoni su interi quartieri, bisogna intervenire con fermezza e determinazione. L’istituzione di una commissione di accesso da parte dell’autorità prefettizia servirà a portare alla luce del sole quel groviglio di rapporti a tinte fosche che rappresentano una metastasi da estirpare immediatamente”.

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