Dieci anni fa era stato il casco bianco anti ecomafia, poi morto di cancro, a sigillare lo sversatoio andato in fumo.

Oggi è un’altra giornata da bollettino di guerra sul fronte dell’emergenza roghi. Dopo il tremendo incendio di rifiuti divampato per quattro ore appena ieri sera in località Cinquevie, terreni avvelenenati tra i perimetri urbani di Acerra, Casalnuovo e Afragola, nel primo pomeriggio di oggi le fiamme hanno aggredito una discarica abusiva di migliaia di metri quadrati di scarti industriali ubicata in località “Porchiera”, proprio davanti all’inceneritore di Acerra. Ed è una discarica, questa, che ha fatto rivangare un passato tragico. Del grande sversatoio illegale si conosce infatti da un pezzo la presenza perchè fu sequestrato dieci anni fa da Michele Liguori, il poliziotto municipale di Acerra morto di cancro a 59 anni, dopo aver assunto per anni i miasmi delle discariche della camorra, discariche che il casco bianco sigillava a decine nella zona pur essendo rimasto solo a combattere una battaglia impari. Il rogo di oggi è stato molto brutto. All’interno del terreno della Porchiera si trovano ammassati pericolosi scarti di fonderia, che con il passare del tempo e soprattutto grazie alle mancate bonifiche sono rimasti nascosti sotto una fitta sterpaglia. Che oggi ha preso fuoco. Le fiamme sono divampate per due ore. Ci sono volute tre squadre di vigili del fuoco per domarle. Intanto i rifiuti che appestano l’area metropolitana di Napoli bruciano ancora. Ma i dati ufficiali parlano di “roghi tossici in netto calo”. Sarà…









