Sedici anni dopo l’omicidio di Angelo Vassallo, il giallo di Acciaroli resta ancora aperto. Il 5 settembre ricorrerà l’anniversario dell’uccisione del sindaco pescatore di Pollica e, mentre non è stato ancora individuato il presunto esecutore materiale, la vicenda giudiziaria continua a svilupparsi su più fronti.
Secondo quanto ricostruito da Repubblica, nelle ultime settimane è arrivata anche una decisione del Tribunale civile di Frosinone relativa ai servizi realizzati nel 2019 dalla trasmissione “Le Iene”.
Il giudice ha condannato Dario e Massimo Vassallo, fratelli del sindaco ucciso, Rti del gruppo Mediaset e il giornalista Giulio Golia a risarcire il colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo per complessivi 100mila euro. Alcuni passaggi dei servizi televisivi sono stati considerati diffamatori e lesivi della reputazione dell’ufficiale.
Cagnazzo, all’epoca comandante al reparto territoriale di Castello di Cisterna, era stato prosciolto il 27 marzo scorso, in udienza preliminare, dall’accusa di concorso nell’omicidio. La Procura di Salerno ha però impugnato quella decisione e il procedimento d’appello prenderà il via il prossimo 12 novembre.
Contro la sentenza civile ha annunciato ricorso anche Antonio Ingroia, avvocato di Dario e Massimo Vassallo. Il legale ritiene sproporzionato il risarcimento stabilito dal tribunale e rivendica il diritto dei suoi assistiti a esprimere valutazioni sulle anomalie e sui presunti depistaggi emersi nel corso della lunga indagine.
Il quadro processuale resta quindi complesso. Il 19 giugno l’ex collaboratore di giustizia Romolo Ridosso è stato assolto nel procedimento celebrato con rito abbreviato. Il 2 novembre inizierà invece davanti alla Corte d’assise il processo nei confronti dell’ex sottufficiale dei carabinieri Lazzaro Cioffi e dell’imprenditore cilentano Giuseppe Cipriano. Entrambi respingono le accuse.
Secondo la ricostruzione investigativa dei carabinieri del Ros, coordinati dalla pm Elena Guarino, Vassallo sarebbe stato assassinato mentre si preparava a denunciare interessi e complicità collegati al traffico di droga che nell’estate del 2010 interessava Acciaroli.
Mentre la giustizia continua il suo percorso, sono iniziate anche le riprese del docufilm nato da un’idea di Dario e Massimo Vassallo. Il titolo racchiude la domanda rimasta aperta per sedici anni: “Perché?”.


