Ora la vertenza dell’ufficio di Casavatore punta alla tutela dei diritti.
Dramma call center: se tutto filerà liscio i lavoratori Gepin potranno dichiararsi salvi. Il governo ha infatti annunciato che Poste Italiane, uno dei principali committenti nazionali dei call center,li farà riassumere. Dunque, c’è stata una vera svolta positiva nella vicenda dei 352 licenziamenti al call center di Poste, il call center “Gepin Contact”. Questo perché giovedi pomeriggio la vice ministro allo sviluppo economico, Teresa Bellanova, ha annunciato che Poste Italiane imporrà ai prossimi vincitori delle gare per l’aggiudicazione dei suoi servizi l’applicazione della clausola sociale, vale a dire il riassorbimento di tutti i lavoratori minacciati dai licenziamenti. La notizia è stata resa nota, tra gli altri, ai segretari territoriali campani di Slc Cgil (Osvaldo Barba ), Fistel Cisl ( Salvatore Topo ) e Uilcom Uil ( Massimo Tagliatela ) riuniti con la viceministro attorno al tavolo tenuto l’altro ieri al ministero dello Sviluppo Economico. Sindacalisti che hanno accolto con soddisfazione la notizia. L’applicazione della clausola sociale sventerà anche i 220 licenziamenti di tutti i dipendenti della sede Gepin di Casavatore, ubicata in viale delle Industrie, uffici in un primo momento destinati a chiudere. L’annuncio del governo ha quindi determinato l’immediata gioia dei lavoratori rimasti in trepidante attesa. Subito dopo aver appreso della svolta i dipendenti hanno festeggiato davanti alla sede del ministero. Non è stato ancora definito il percorso di salvataggio, però. Se infatti i lavoratori saranno prima licenziati e poi riassunti perderanno lo “scudo” dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, perché saranno riassunti in regime di jobs act. L’articolo 18 consente il reintegro del dipendente licenziato senza giusta causa. Intanto il tempo stringe. La scadenza della procedura di licenziamento avviata da Gepin è prevista per il prossimo 30 maggio. Prima di quella data governo, azienda e sindacati si riuniranno di nuovo, probabilmente sempre al Mise, per concertare la giusta strategia finalizzata alla tutela di tutti i posti di lavoro. E c’è attesa anche sul fronte Almaviva, il colosso dei call center italiani. Per la sede di Napoli quest’azienda multinazionale ha dichiarato 400 licenziamenti su 867 dipendenti.



