Dramma call center: i lavoratori Gepin paralizzano il centro di Napoli

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Ieri traffico impazzito per il corteo contro i 220 licenziamenti. Domani vertice al Mise.  

Dramma call center: la rabbia dei lavoratori Gepin Contact paralizza il centro di Napoli. Ieri mattina corteo dalle Poste alla Prefettura. “Non ci fermeremo mai, anche se resteranno sordi davanti al nostro grido di aiuto”, ha dichiarato Monica Meleleo, una lavoratrice del call center di Poste Italiane Gepin Contact, il grande ufficio di Casavatore che occupa 220 addetti. Sono tutti da licenziare. Poste Italiane ha affidato l’appalto dei servizi informativi telefonici ad altre aziende, tra le quali la I Care. La procedura di licenziamento collettivo è stata consegnata ai sindacati due settimane fa. Ieri mattina Monica e altre centinaia di colleghe e colleghi del call center Gepin hanno sfilato a Napoli in corteo dalla sede delle Poste, in piazza Matteotti, fino alla Prefettura, in piazza del Plebiscito. Traffico paralizzato ovviamente. I manifestanti si sono fatti  parecchio sentire. Basti pensare che ognuno di loro aveva un fischietto. Hanno urlano slogan che danno tutta la misura del dramma occupazionale che si sta consumando. Quella di Gepin Contact è la vertenza più grave in questo momento in provincia di Napoli. “Per risolvere questo problema – spiega Peppe Di Marzo, della segreteria regionale Fit-Cisl – Poste deve bloccare immediatamente l’assegnazione delle gare. Poste – continua Di Marzo – ha assegnato all’esterno una gara col massimo ribasso, cosa che oggi non è più legale con le ultime disposizioni di legge che sono passate in Parlamento, per cui noi chiediamo una profonda riflessione da parte di Poste e il rispetto della professionalità e dell’esperienza acquisita in tutti questi anni di servizio dai lavoratori Gepin Contact “. “I lavoratori rischiano il posto a causa della revoca dell’appalto causato da una modifica ‘al ribasso’ degli oneri delle prestazioni”, dice Domenico Petrucci, della segreteria Slc Cgil. “Sappiamo che le Poste vogliono assumere, – conclude il sindacalista – allora perché non assumere i dipendenti di Gepin ? Se non lo farà il costo di questa operazione sarà doppio: dovranno essere pagati stipendi ai nuovi assunti e si dovrà pagare la disoccupazione ai dipendenti di Gepin che, alla fine, finiranno in mezzo a una strada. Chiediamo – conclude Petrucci – che queste persone possano trovare spazio nelle Poste Italiane”. Domani vertice al Mise, a Roma.

Napoli, la protesta dei lavoratori Gepin Contact
Napoli, la protesta dei lavoratori Gepin Contact

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