lunedì, Maggio 25, 2026
26 C
Napoli

Devastante incendio a Casavatore: in pericolo il re del caffè, Passalacqua

Adv

La famosa azienda napoletana: “Produzioni non intaccate: tutto regolare e operativo “.    

 

Incendi misteriosi, incendi che da giorni stanno flagellando l’hinterland napoletano. Dopo il disastro di lunedi scorso del campo rom ubicato nei pressi della Cittadella, “il campo discarica”, ecco infatti che spuntano altre fiamme devastanti, proprio a pochi chilometri dal luogo del primo incendio: nella tarda serata di martedi il fuoco ha distrutto un intero pezzo dell’area produttiva di Casavatore, al confine con il territorio di Napoli. Sono stati rasi al suolo due grossi capannoni di un negozio di articoli casalinghi, gestito da cinesi. L’incendio ha gravemente danneggiato anche una fabbrica produttrice di divani, che si trova nello stesso cortile del negozio cinese, ed ha costretto alla chiusura un centro per la cura di bambini autistici, un bar, un ufficio e un negozio di elettrodomestici. Per un soffio non ne ha fatto le spese anche lo stabilimento del caffè espresso più buono d’Italia, la famosa torrefazione “Passalacqua”. L’impianto infatti si trova accanto al complesso di stabili aggrediti dalle fiamme. I vigili del fuoco ne hanno ispezionato una parte, quella più vicina all’incendio. L’azienda comunque ieri ha confermato che le produzioni non hanno subito nessuna conseguenza. “Possiamo rassicurare – ha fatto sapere la “Passalacqua” – che siamo operativi. A proposito del danno, però, non possiamo parlare”. Bocche cucite anche in tutta la zona danneggiata dalle fiamme. Ieri c’era davvero pochissima voglia di parlare in via Taverna Rossa, area al confine con il quartiere napoletano di San Pietro a Patierno, a poca distanza dal perimetro della pista dell’aeroporto di Capodichino. I lavoratori della fabbrica di divani rimasta devastata e quindi chiusa (pianterreno, primo e secondo piano: tutto incendiato)   si sono piazzati sul marciapiede e non hanno detto una parola. Peggio ancora hanno fatto i cinesi presenti sul posto, che hanno dichiarato di essere lì solo di passaggio. E le forze dell’ordine mantengono uno stretto riserbo (indagano i carabinieri della compagnia di Casoria). L’unica cosa che sembra certa è che i vigili del fuoco hanno detto che l’incendio è iniziato nei capannoni del negozio cinese, cioè all’interno dell’area produttiva, per poi propagarsi alle altre aziende vicine, ubicate sul marciapiede che scorre lungo la strada che da un lato porta allo svincolo della circumvallazione esterna e a Casavatore e dall’altro alla rotonda di Capodichino. Secondo quei pochissimi testimoni che sul posto hanno detto qualcosa si sa che l’incendio è scoppiato intorno alle 23 di martedi e che l’azienda cinese che gestisce il negozio andato distrutto non aveva l’assicurazione che copre i danni derivanti da eventuali incendi. Restano dunque dubbi sia sul fronte di un’origine del tutto accidentale delle fiamme che sull’ipotesi dolosa. Un mistero che potrà essere risolto solo dalle forze dell’ordine che stanno indagando su questo episodio davvero inquietante, visto che ha messo in ginocchio intere aziende e che ha rappresentato un serio pericolo per la vita della gente. A pochi metri da luogo dell’incendio c’è infatti un palazzo abitato da una ventina di famiglie. E ieri il complesso distrutto dalle fiamme fumava ancora. Sicuro, ovviamente, il danno ambientale. L’ennesima nube nera sprigionata dall’incendio di tonnellate di plastiche ha invaso per ore il cielo di tanta parte dell’hinterland.

Adv

In evidenza questa settimana

Somma Vesuviana, ottanta anni fa il primo Consiglio Comunale democratico

L’11 dicembre del 1946 si riunì il primo Consiglio...

Somma Vesuviana. “In gruppo per crescere”, quando il calcio diventa inclusione

Circa 20 anni fa, nel 2006, un gruppo di...

L’Arte Oltre la Tela: la tecnologia ridisegna la creatività

Benvenuti al diciottesimo appuntamento di “Riavvolgi il futuro”.  Se...

Argomenti

Adv

Related Articles

Categorie popolari

Adv
Adv