Per lo smaltimento delle ecoballe in Campania “servono i seicento milioni del governo, non esiste un piano B”.
E’ ciò che ha affermato il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, nel corso della conferenza stampa sul nuovo piano rifiuti della sua amministrazione.
De Luca ha spiegato che nel giro di dieci giorni sarà fatto l’accordo di programma con il governo, affermando che ne ha già parlato con il premier Renzi e potrebbe far parte del masterplan per il Mezzogiorno.
Lo smaltimento delle ecoballe, ha spiegato il governatore, “è indispensabile per rispondere alla multa dell’Unione Europea che ci è costata già venti milioni di euro, con lo Stato italiano che paga ogni mattina 120.000 euro. Soldi che paga Padoan, noi possiamo dargli solo la solidarietà, oppure la giacca che indosso, soldi zero”.
De Luca ha anche spiegato che l’intero processo dello smaltimento delle ecoballe sarà “sottoposto a controllo democratico di un comitato di sorveglianza con Legambiente, Comuni interessati, cittadinanza attiva” e che il trasporto delle ecoballe potrà essere affidato “anche a ditte private che abbiano ottenuto l’ok dell’Anac di Cantone con cui abbiamo un accordo”.
Durante la conferenza stampa è stato comunicato anche che nel nuovo piano rifiuti della Regione Campania è prevista la realizzazione di “almeno quattro impianti di compostaggio chiusi per la lavorazione dell’umido” che saranno finanziati dalla Regione con “cento milioni di fondi europei, visto che un impianto come quello di Salerno costa circa 25 milioni”; queste le parole del presidente De Luca.
Rispondendo poi ai cronisti che gli chiedevano se il previsto impianto di compostaggio del Comune di Napoli a Scampia rientri nel progetto, ha detto: “Su questo decidono i sindaci, non dipende da noi, mi permetto però di raccomandare che si faccia una scelta sostenibile, più lontana possibile dalle abitazioni e magari non in zone che già hanno problemi sociali. Su certe scelte farei un approfondimento di riflessione. Noi abbiamo pensato ad aree industriali abbandonate”.
De Luca ha spiegato che la Campania deve riconquistare credibilità e parte dal no alla termovalorizzazione “non per una posizione ideologica, ma perché costruire un impianto significherebbe 350 milioni di spesa e l’entrata in funzione non prima di quattro anni, dopo di che un impianto da 300.000 tonnellate annue ci mette vent’anni per eliminare le ecoballe”.
In merito alle discariche, De Luca ha spiegato che “i rifiuti inertizzati possono essere stoccati nelle decine di cave abbandonate visto che nelle ecoballe la frazione umida ormai è praticamente inesistente” e che dalle ecoballe stesse “verranno tolti i materiali ferrosi e di plastica.






