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A.S.L. Napoli 3
Chiuso il pronto soccorso dell'ospedale di Nola a causa dell'aumento dei contagiati al Covid.

Ancora casi in aumento nel comune di Nola, che attualmente conta 111 positivi attivi, per un totale di 163 contagiati di cui 47 guariti e 5 deceduti. Continua a crescere anche l’emergenza all’ospedale Santa Maria della Pietà, chiuso e poi riaperto per procedere alla consueta sanificazione degli ambienti in seguito all’arrivo in pronto soccorso di nuovi casi positivi al Covid-19.

In Campania suona nuovamente il campanello d’allarme a causa della dilagante velocità con cui il Covid-19 si sta diffondendo. I consueti bollettini giornalieri dell’Unità di Crisi regionale segnalano ben 1.261 casi positivi con evidente prevalenza degli asintomatici (1.193) a fronte dei restanti 68 sintomatici. Queste statistiche mostrano un quadro non rassicurante, rappresentativo di una realtà difficile da fronteggiare soprattutto negli ospedali.

La fase D per la lotta al Covid-19 si è aperta con l’attuale sospensione dei ricoveri programmati nelle strutture dell’Asl Napoli 1. L’emergenza epidemica in Campania sta mettendo a dura prova la sanità che non può garantire a tutti posti liberi in tempi brevi. Molti sono i casi di persone che hanno contratto il virus e che, per indisponibilità delle strutture attrezzate per fronteggiare l’emergenza, vengono spostati nel vicino presidio ospedaliero del comune di Nola. Quest’ultimo con il suo pronto soccorso si ritrova costretto ad accogliere casi che hanno contratto il virus, pur non essendo ufficialmente attrezzato a garantirne gli spazi adatti.

L’ospedale di Nola non è una struttura idonea alla cura delle malattie infettive, come, al contrario, il Cotugno di Napoli. Non sono presenti reparti esclusivamente riservati ai ricoveri di pazienti positivi al Covid-19; manca il personale e la struttura è priva di percorsi e mezzi riservati al coronavirus. La mancanza di una corretta gestione e organizzazione dell’emergenza sanitaria, che si ripresenta con numeri record a distanza di circa sei mesi dalla riapertura post lockdown, è causa di problemi rilevanti, primo fra tutti il sovraffollamento degli ospedali ormai in esubero. Il nosocomio nolano serve un bacino di circa 500mila persone  e con l’emergenza covid spesso rischia il collasso. Attualmente nell’ospedale sono ricoverati  circa 20 pazienti nello spazio covid, dove a livello farmacologico non c’è alcun problema  ma a livello alberghiero non risulta adeguato tant’è che molti pazienti vengono sistemati sulle barelle. L’ospedale nolano dovrebbe infatti provvedere all’accoglienza, al primo soccorso e poi allo smistamento dei pazienti positivi gravi agli ospedali covid attrezzati ma la realtà è completamente diversa. Due infermieri e un solo medico su 15 pazienti gravi , un medico che tra l’altro deve comunque gestire codici codici gialli e rossi del pronto soccorso e quindi salire e scendere dai reparti e ogni volta bardarsi  e poi spogliarsi come da protocollo.

L’assenza di posti letto e di spazi riservati, di infermieri selezionati esclusivamente per il trattamento dei casi positivi e dei mezzi necessari per fronteggiare l’emergenza rappresentano un grave problema con cui l’ospedale di Nola è costretto a lottare. Ogni reparto viene adibito e adattato alle esigenze momentanee. L’intero comparto del personale sanitario è messo a rischio, dovendo dividersi tra pazienti in degenza per problematiche differenti dal Covid-19 e casi che hanno contratto il virus. Ancora una volta, in questa situazione di emergenza è da elogiare il lavoro incessante ed estenuante degli operatori sanitari che quotidianamente, per 5 euro o poco più, rischiano il crollo psicologico e il contagio.

Qualche settimana fa  gli operatori sanitari hanno inviato una lettera  per la richiesta di elaborazione protocollo aziendale per la gestione dell’emergenza covid 19. Al momento la risposta non è ancora arrivata.

P.S. Nola