Il militare originario di Somma Vesuviana è accusato del duplice omicidio del commilitone Trifone Ragone e della compagna Teresa Costanza, freddati a colpi di pistola dentro l’auto in sosta nel parcheggio del palasport il 17 marzo dell’anno scorso. Il difensore: “Colti di sorpresa”.
Giosué Ruotolo, il militare originario di Somma Vesuviana, accusato del duplice omicidio dei fidanzati di Pordenone, è stato arrestato dai carabinieri, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del tribunale di Pordenone, Alberto Rossi. Il gip ha accolto la richiesta inviata un mese fa dai pubblici ministeri Matteo Campagnaro e Pier Umberto Vallerin. Un provvedimento di custodia cautelare agli arresti domiciliari è stato emesso anche per la sua fidanzata, Rosaria Patrone.
Caporalmaggiore dell’esercito, di Somma Vesuviana, 26 anni, Ruotolo è stato commilitone di Trifone Ragone, ucciso insieme con la fidanzata Teresa Costanza la sera del 17 marzo del 2015 davanti al Palazzetto dello Sport di Pordenone. Il militare è stato portato nel carcere di Belluno.
“L’arresto del mio assistito Giosué Ruotolo ci coglie completamente di sorpresa perché sono passati sei mesi dall’iscrizione del registro degli indagati e non capiamo quali circostanze possono essere mutate rispetto ad allora per giustificare questo provvedimento”, ha detto l’avvocato Roberto Rigoni Stern, confermando che il proprio assistito è nel carcere di Belluno dopo essere stato prelevato dalla caserma Mittica della Brigata Ariete dove presta servizio.
“Paradossalmente – ha aggiunto il difensore di Ruotolo – ci fa uscire da una incredibile situazione di sospensione in cui eravamo tenuti dalla fine del mese di settembre senza poter accedere in alcun modo agli atti dell’inchiesta. Appena letta la motivazione con cui il Gip ha accettato la proposta di arresto giunta dalla Procura presenteremo immediata istanza al tribunale del riesame di Trieste affinché Ruotolo torni immediatamente in libertà. Siamo sempre più persuasi di poter dimostrare la sua estraneità ai fatti e proprio l’accesso agli atti ci garantirà un contraddittorio e la spiegazione ai punti interrogativi sollecitati dall’accusa”.
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