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Con due splendide manifestazioni la Congrega dell’Oratorio ha indicato agli Ottavianesi la strada da percorrere

Dopo aver organizzato la 5a edizione della Mostra Presepiale, la Confraternita “S.Maria Visitapoveri” ha allestito uno spettacolare Concerto di fine anno. Il Priore, Dott. Arch. Michela Annunziata (non vuole essere indicata come Priora), e i Confratelli sono pienamente consapevoli del ruolo che la Confraternita ha svolto, svolge e svolgerà nella promozione dei valori culturali di Ottaviano, del Vesuviano e del Napoletano.

 

Non è un bel momento per Ottaviano. La crisi del sistema sociale e dell’economia non consente più alla città di organizzare manifestazioni che siano documento dei valori culturali e, mi permetto di dire, dei progetti del territorio, che siano, insomma, la testimonianza di una serena fiducia nel futuro. La Congrega “S. Maria Visitapoveri”, grazie ai Confratelli, al Priore dott. Francesco Annunziata, al suo successore, il Priore Arch. Michela Annunziata, costituisce un’eccezione, è, nel tempo grigio, una viva luce di speranza.

Scrissi nel 2015 che i confratelli dell’Oratorio, organizzando, con il sostegno di Umberto Maggio, la Mostra Presepiale “hanno acceso una luce, ci invitano a riflettere, a guardarci indietro, ad annodare i fili che si sono spezzati, nel caso che sia ancora possibile farlo. A chi voglia costruire cultura essi indicano la strada, la direzione e i materiali preziosi di cui Ottaviano e il Vesuviano dispongono”. Dunque, è una mia salda convinzione, che non si forma oggi. “I concerti musicali” fanno parte della storia di Ottaviano: ci fu un tempo in cui, durante la festa di San Michele, si esibivano in piazza Municipio le “bande” pugliesi e gli Ottavianesi, di ogni ceto sociale, erano competenti di musica classica e giudici severi dei violinisti, dei trombettisti e dei clarinettisti. Anche questa “passione” venne alimentata dai Medici.

Nel Natale del 1854 un “Maestro” napoletano, di cui la relazione non riporta il nome, “cantò i sacri inni” durante la Santa Messa officiata dal carmelitano Fra Roberto di Angri, “ospite del Principe di Ottajano”. A dieci “donne povere” venne consegnata la dote nuziale: 80 ducati, lenzuola, coperte e “faenze”, cioè piatti, bicchieri e zuppiere. Il giorno prima erano stati distribuiti a un gran numero di indigenti “canestri” di pane, di pasta, “di sale, di olio e di cacio”. L’evento divenne tradizione. Negli anni successivi, a Natale, l’Amministrazione Comunale, col sostegno di Giuseppe IV Medici, organizzò concerti che si tennero davanti alla Chiesa del Santo Patrono, e nel 1863 e nel 1864, lo spettacolo venne ripetuto anche in Piazza San Giovanni, dove avevano la residenza, guarda un po’, il vicesindaco e tre consiglieri.

Il Concerto di fine anno organizzato dai confratelli e dal Priore, Signora architetto Michela Annunziata, ha rinnovato e portato a un livello ancora più alto i fasti del passato, grazie al valore dei cantanti “lirici” e dei musicisti: la “Corale San Gregorio Magno” di Caivano, diretta da Maria Improta; il violinista Gianluca Romanucci; le soprano Silvia D’Errico, Daniela Buzeakova, Elena Annunziata; il tenore Nino Mennella, il baritono Massimo Rizzi. Splendida l’interpretazione corale del “Va’ pensiero”, meritati gli applausi riservati a Silvia D’Errico, quando ha interpretato il “Vissi d’arte” pucciniano e a Massimo Rizzi, che ha cantato con maestria l’aria rossiniana “La calunnia è un venticello”. Consentitemi di elogiare, ancora, Elena Annunziata, eccellenza ottavianese, che ha “cesellato” il “Pie Jesus” di Andrew Lloyd Webber con una voce cristallina e agile, capace di accendere, nel pubblico, vive emozioni: un autentico incantamento. E felice è stata la scelta di concludere il concerto con le più note canzoni napoletane: quando Massimo Rizzi ha intonato “’O sole mio”, sostenuto nei “ritornelli” dagli altri cantanti, anche le figure degli affreschi che ornano il soffitto dell’Oratorio, avrebbero applaudito, se avessero potuto.

Dalla Congrega e dal Priore, Arch. Michela Annunziata, ci aspettiamo altri significativi contributi alla resurrezione culturale della nostra Ottaviano.

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