Città pulite: la parola ai sindaci

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Annunciato il patto mondiale contro i cambiamenti climatici. Un impegno per 7.10 città e 119 Paesi. In Italia per ora solo 39 Comuni  virtuosi.

Forse ci siamo. I sindaci italiani – quelli appena eletti eletti e  quelli  già in carica – hanno un occasione d’oro. Aderire al nuovo patto mondiale per il clima  e l’energia. Pochi giorni fa abbiamo raccontato del Comune di San Lorenzo Bellizzi, uno dei 39 che hanno scelto le energie rinnovabili, non inquinanti, con vantaggi importanti. Il numero di queste comunità virtuose può crescere. Gli amministratori comunali green si facciano avanti. E’ partita la coalizione internazionale in materia di clima.  A livello planetario. Interesserà  7.100 città di sei continenti e 119 Paesi. La sfida è stata lanciata dal vicepresidente per l’Ue dell’Energia, Maros Sefcovic. Con l’approvazione dell’ Onu, a  sei mesi dalla conferenza mondiale su clima di Parigi, ecco due iniziative: il Patto dei sindaci dellUnione europea e il Compact of Mayors dell’ Onu. Alla conferenza Onu i sindaci hanno avuto grande spazio. Il ministro dell’Ambiente italiano Gianluca Galletti, ha dato fiducia alle giunte locali per cambiare in profondità e in poco tempo. Eccoli alla prova. I mutamenti climatici non danno tregua, non aspettano i vertici, meno che mai sopportano le burocrazie e le incertezze. Nelle città si addensano i maggiori pericoli per il clima e la salute. La spesa sanitaria regionale per curare patologie legate all’ambiente è in crescita da dieci anni. Le persone sono il problema, perché consumano energia; ma sono anche la soluzione, è stato detto alla presentazione del programma a Bruxelles. Presto ci sarà una piattaforma informatica attraverso la quale fare proposte, suggerire iniziative, dare consigli. A gennaio 2017, verrà lanciato il sito web del Global Covenant of Mayors, dove  si troveranno dati utili a prevenire i fenomeni nocivi. L’attesa è di far condividere linee strategiche per la salute e il clima a favore di 600 milioni di persone. I costi economici, sopportati spesso  anche dalle aziende energetiche, ammontano a milioni di dollari. I consumi possono avere un uso intelligente. Il primo tassello per i sindaci di casa nostra, sarà la volontà di agire concretamente. Prima di tutto con l’uso di fonti pulite, poi con la riduzione di emissioni inquinanti, di comportamenti collettivi, di nuovi modelli di organizzazione sociale. Ogni sindaco – di grande o media città-  può avere voce in un contesto internazionale. Sarà benvoluto dai suoi amministrati. Di più, se saprà ascoltare e raccogliere le proposte per vivere meglio. In fondo non deve diffondere nessun santino elettorale.