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Chiuso appalto Tekra ad Acerra. Pd: “Evitiamo beffa per lavoratori oltre a crisi rifiuti”

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Riceviamo e pubblichiamo la nota del Pd Acerra sul caso Tekra

Tekra oltre al danno evitiamo la beffa…per i lavoratori!!!

Si chiude oggi dopo sette anni il contratto della Tekra, società che dal 2017 gestisce il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti per conto del comune di Acerra. Tralasciando le modalità di espletamento del servizio negli anni addietro, lautamente pagato dagli acerrani, è sotto gli occhi di tutti lo stato pietoso in cui la società ha lasciato ampie zone della città negli ultimi mesi. La strategia è tristemente nota e prevedibile. Rifiuti non raccolti nei giorni prestabiliti, mezzi lasciati a secco e turnazioni quantomeno balorde hanno reso, con le temperature elevate, l’aria irrespirabile in interi quartieri con i conseguenti rischi per la salute pubblica, il tutto in barba ai cittadini che diligentemente continuano correttamente a differenziare.

In queste circostanze oltre ai rischi per la collettività si aggiunge il danno, ovvero l’esposizione dei dipendenti che rischiano da un lato di vedersi negato o protratto nel tempo il pagamento delle spettanze di fine rapporto (tfr compreso) come sovente avviene in appalti di questo tipo a seguito di passaggio di cantiere e dall’altro venire appunto esposti a facili generalizzazioni, ritenuti a torto responsabili delle mancanze nell’erogazione del servizio di raccolta.

Per queste ragioni, se prevenire è meglio che curare, il Partito Democratico di Acerra ritiene necessario che l’amministrazione comunale proceda in tempi brevi ad istituire un tavolo tecnico-politico con gli assessori coinvolti oltre alla presenza dei rappresentanti sindacali e datoriali e dei dirigenti competenti onde procedere preliminarmente ad una quantificazione della esposizione debitoria ordinaria residua nei confronti della Tekra e valutare la posizione della stessa circa il pagamento delle spettanze alle maestranze che lo ricordiamo sono crediti privilegiati ed immediatamente esigibili dalla cessazione del rapporo di lavoro, di modo che l’ente sia in grado, eventualmente, di assolvere alla propria responsabilità in qualità di committente.

Se la salute è senza dubbio un obiettivo prioritario, altrettanto lo deve essere la salvaguardia dei diritti dei lavoratori che con impegno ed abnegazione si adoperano per l’espletamento di un servizio tanto delitico quanto prioritario.
Oltre al danno evitiamo la beffa…per i lavoratori!!!

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