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Cemento: si torna a costruire nel centro storico di Casalnuovo. Dopo 30 anni. Stasera il voto

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Cemento: si torna a costruire nel centro storico. Dopo quasi 30 anni. Gli imprenditori edili del territorio sono soddisfatti: << E’ il rilancio dell’economia locale >>, affermano. << I palazzi vetusti potranno essere abbattuti. Al loro posto ne dovranno sorgere di nuovi a parità di volume esterno. E lo si potrà fare senza il parere preventivo della Sovrintendenza >>, il significato sostanziale della proposta di delibera della commissione urbanistica del Comune, in cui a maggioranza è passato il nuovo regolamento edilizio. La proposta di delibera del nuovo regolamento sarà discussa stasera in consiglio comunale, riunito in prima e seconda convocazione. Tra qualche ora al voto andrà un regolamento che “aggira” il piano regolatore, risalente al 1992, grazie a cui non è stato più possibile costruire ex novo in zona A, centro storico, già pesantemente sconvolto in quel periodo da un’interpretazione “estrema” del precedente piano di fabbricazione. Con questo strumento, poi soppiantato dal prg, fu infatti possibile realizzare decine di palazzi “moderni” negli antichi cortili. Intanto una parte dell’opposizione protesta. Alcuni consiglieri della minoranza contestano che questa decisione della maggioranza cittadina celi l’ennesima speculazione anche perché il nuovo regolamento edilizio non è stato subordinato all’adozione preventiva del nuovo piano regolatore generale, la cui redazione subirebbe un iter più lungo e più controllato. Il piano regolatore, da qualche tempo ridenominato PUC, cioè Piano Urbanistico Comunale, a differenza del regolamento edilizio “tout court” deve infatti necessariamente passare all’esame dell’ufficio tecnico territoriale della Città Metropolitana, ente del tutto autonomo da Casalnuovo e che ha il potere di bocciare o meno i PUC redatti dai comuni della provincia. C’è poi un precedente storico che pesa: nel 2007 il Comune di Casalnuovo fu sciolto per infiltrazioni della camorra proprio nell’edilizia. Ma negli ultimi tempi il mattone è tornato alla carica. Il sindaco Massimo Pelliccia ha infatti dato il via al condono di 2mila richieste per altrettanti abusi edilizi. Ai richiedenti basterà un’autocertificazione per ottenere la sanatoria.  Adesso però è battaglia politica. L’attenzione dei consiglieri comunali di opposizione, i quali hanno anche prodotto osservazioni al nuovo Regolamento, tutte respinte, – con particolare riferimento al vasto centro storico che è a macchia di leopardo, disseminato un po’ dovunque – è rivolta soprattutto ad evitare l’ennesimo sfregio del territorio, attraverso lo sventramento del centro cittadino bypassando tutte le leggi urbanistiche nazionali e locali, in materia di ristrutturazioni edilizie. Nella zona A – che come già detto rappresenta gran parte del tessuto urbano della città – il Piano Regolatore di Casalnuovo prevede la conservazione dell’esistente ed il suo recupero, senza sostanziali alterazioni. Leggi sopraggiunte hanno consentito anche di abbattere e di ricostruire, con la evidente quanto logica conseguenza che quando una nuova costruzione non è più identica alla precedente ( perché casomai è modificata la sagoma) deve avere tutti i requisiti propri delle nuove costruzioni, specialmente quelli relativi alle distanze dai fabbricati vicini. Intanto molti costruttori locali risultano proprietari, avendoli comprati a basso prezzo, di fabbricati ubicati nel centro storico ed oggi trovano altamente poco conveniente effettuare un recupero conservativo del bene, ovvero una ristrutturazione ( con abbattimento e ricostruzione) conservando fedelmente le volumetrie preesistenti e le sagome dei palazzi. Per cui con un regolamento edilizio altamente ambiguo sul punto si potrebbe giocare sull’equivoco e consentire una nuova colata di cemento in città. Una città martoriata dal cemento e violentata da un abusivismo che ha fatto il giro del pianeta, la città dei palazzoni abusivi di Casarea e via Filichito. A ogni modo ora, sempre secondo l’opposizione, è necessario scrivere a chiare lettere che quando si costruisce un nuovo fabbricato nel centro storico bisogna rispettare tutte le norme, specialmente quelle relative alle distanze dai fabbricati vicini. Senza deroga alcuna. Perché una volta realizzate nuove e maggiori volumetrie salterebbero definitivamente gli standards urbanistici e si appesantirebbe a dismisura – con la costruzione di centinaia di appartamenti – la vivibilità (già precaria) di una città di appena 7,7 kmq che conta 50.000 abitanti. L’opposizione consiliare annuncia dunque battaglia. << Se questo regolamento dovesse essere approvato – avvertono vari esponenti della minoranza –  verranno investite tutte le autorità sovraordinate al fine di evitare l’ennesimo scempio del territorio >>.