Sette mesi dopo la sua distruzione è stato ripristinato il sistema di videosorveglianza installato dopo l’omicidio dell’immigrato eroe.
Ancora non si riesce a capire il motivo per cui si sia tardato tanto, anche se i sospetti di un ritardo voluto sono di quelli insistenti. A ogni modo ieri, con un’operazione congiunta tra il comune di Castello di Cisterna e i carabinieri del comando gruppo locale, è stato ripristinato il sistema di videosorveglianza fatto installare dal ministro dell’interno Angelino Alfano dopo l’omicidio di Anatolij Korol, l’immigrato ucraino ucciso il 29 agosto del 2015 mentre stava tentando di sventare una rapina in un supermercato della zona. Qualche mese dopo, a novembre, erano state fatte installare dallo Stato 11 apparecchi che puntavano il loro occhio “indiscreto” su altrettanti obiettivi “sensibili”: il rione 219 e il parco “Cisternina”, dove abitavano gli assassini di Korol, i fratellastri Gianluca Ianuale, ventenne, e Marco Di Lorenzo, trentenne, arrestati una settimana dopo l’omicidio, e dove si effettua da sempre un costante spaccio di droga. Le telecamere però resistettero appena un mese. La notte tra il 29 e il 30 dicembre gli apparecchi audiovisivi, montati su alti pali grazie a un progetto governativo di 200mila euro, furono distrutti e rimossi dai sostegni a colpi di mazza. Quindi le nuove elezioni amministrative, a giugno, e il cambio di sindaco e consiglieri comunali. Nel frattempo appena lunedi scorso c’è stata una sparatoria nello spazio compreso tra la Cisternina e la 219. Si parla di un botta e risposta tra due fazioni rivali. E ora sono finalmente arrivate le nuove telecamere a Castello di Cisterna.










