Pomigliano d’Arco – L’ondata di calore che ha investito in questi giorni la Campania si fa sentire anche nei luoghi di lavoro. Alla fabbrica Stellantis di Pomigliano d’Arco, con temperature che raggiungono i 30 gradi all’interno dei reparti produttivi, è partita una mobilitazione sindacale: i lavoratori iscritti alla Fiom hanno incrociato le braccia per denunciare le condizioni ambientali ritenute al limite della sopportabilità.
“Il clima torrido dentro le officine rende difficile, se non impossibile, lavorare in modo sicuro e dignitoso – ha dichiarato Mario Di Costanzo, referente Fiom per il settore automotive a Napoli –. Non è concepibile che, in pieno 2025, operai e tecnici siano costretti a svolgere turni massacranti in ambienti sprovvisti di un’adeguata climatizzazione. La salute non può essere messa in secondo piano rispetto alla produttività”.
Il sindacato chiede interventi immediati da parte dell’azienda: “Occorrono misure concrete per migliorare le condizioni microclimatiche, e se l’impianto di condizionamento attuale non è sufficiente, si valutino soluzioni alternative. Anche pause aggiuntive durante il turno potrebbero aiutare a prevenire rischi per la salute”, ha aggiunto Di Costanzo.
La Fiom ha dunque proclamato uno sciopero, invitando Stellantis a sedersi al tavolo per affrontare l’emergenza. “Se non riceveremo risposte chiare e tempestive, saremo costretti a intensificare le proteste. Non ci fermeremo finché non verranno ristabilite condizioni lavorative rispettose della dignità e della sicurezza degli operai”, ha concluso il rappresentante sindacale.
La vicenda riporta sotto i riflettori la questione del benessere nei luoghi di lavoro, soprattutto in un contesto climatico sempre più estremo.



