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Buona scuola, a Napoli sit-in del Movimento 5 Stelle

Il M5s ha manifestato ieri, dinanzi all’ingresso del Consiglio regionale della Campania, a sostegno della richiesta fatta al Presidente della Regione De Luca del ricorso, diretto alla Corte Costituzionale, contro la Buona Scuola di Renzi.

Nel primo pomeriggio di ieri 9 settembre, all’ingresso del Consiglio regionale della Campania, si è tenuto un sit-in organizzato dal Movimento 5 Stelle, a sostegno della richiesta fatta al Presidente della Regione De Luca del ricorso, diretto alla Corte Costituzionale, contro la riforma della scuola, meglio conosciuta con il simpatico e illusivo nome di “ Buona Scuola”.

Presenza significativa di Luigi Gallo (Commissione Parlamentare sulla scuola), a testimoniare uno dei punti invincibili del M5S: una rete di persone che si coordina e si muove per il bene di tutti. Il gruppo dei sette consiglieri (Valeria Ciarambino, Maria Muscarà, Michele Cammarano, Gennaro Saiello, Luigi Cirillo, Tommaso Malerba e Vincenzo Viglione) ha presentato il 31 luglio scorso una mozione al presidente del consiglio da calendarizzare e portare in assemblea, affinché la Regione Campania deliberi il ricorso per incostituzionalità della Legge 13 luglio 2015, n. 107.

Nonostante i solleciti del Presidente della Commissione Trasparenza (Valeria Ciarambino), ad oggi non vi è stata risposta. Nella mozione sono chiaramente elencati tre profili di incostituzionalità della riforma. Il primo è riferito alla “chiamata” diretta degli insegnanti da parte dei dirigenti scolastici; il secondo all’alternanza scuola-lavoro; il terzo alla perdita di autonomia degli organi collegiali rispetto al dirigente scolastico. Secondo i penta stellati, il territorio, le scuole e i cittadini della Campania verranno fortemente penalizzati dalla legge 107 del governo Renzi a causa del modello di alternanza scuola-lavoro che al sud potrebbe non funzionare, poiché il tessuto produttivo della Campania è fatto soprattutto da microimprese artigianali con poca capacità e strutture inadeguate per assorbire classi di giovani studenti che dovrebbero fare esperienze formative valide.

Un’ulteriore penalizzazione per il sud, povero e con scarso tessuto produttivo rispetto al nord, è il finanziamento alle scuole, “affidato” alle donazioni private di famiglie e imprese. Secondo l’onorevole Luigi Gallo, il modello è simile a quello universitario e finirà per sottrarre risorse pubbliche alle scuole del sud per ridistribuirle al settentrione: “La nostra idea è che si attacchino i profili di incostituzionalità della Buona Scuola … può farlo la Regione Campania se vuole stare dalla parte delle scuole e dei lavoratori campani … De Luca non deve rispondere agli ordini del suo capo-partito che è Renzi ma deve rispondere alle esigenze dei cittadini del suo territorio – spiega Gallo – Abbiamo lavorato tutto il mese di agosto per formulare mozioni per i ricorsi costituzionali e oggi ci sono 20 mozioni di ricorsi in tutte le regioni … In Puglia, Veneto e Lombardia i ricorsi sono mozioni approvate … Con il ricorso si può attaccare il profilo di disuguaglianza tra i docenti assunti quest’anno e quelli assunti negli anni precedenti e l’alternanza scuola – lavoro … Con gli insegnanti stiamo costruendo una mobilitazione continua per creare un nuovo modello di scuola … ad ottobre si aprirà una nuova stagione referendaria per la costituzione di un comitato tecnico politico con costituzionalisti esperti e per la scelta dei quesiti referendari … Renzi, con la riforma della scuola, ha dimostrato di stare dalla parte delle lobby e di soggetti privati che vogliono entrare nelle scuole … Si vuole attuare una graduale riduzione delle risorse perché nella Buona Scuola è presente una misura di taglio strutturale, così come chiesto da Bruxelles”.

Mentre numerosi insegnanti e cittadini ascoltavano e partecipavano attivamente al dibattito, dinanzi alla fortezza della Regione Campania, Valeria Ciarambino era impegnata in una conferenza di capigruppo per la questione. Appena terminata la seduta ha raggiunto il sit- in e ha comunicato, con un velo di amarezza sul volto, ma non sconfitta: “… Ho presentato le estreme criticità che questa riforma ha per la Campania come il discorso dell’alternanza scuola-lavoro. La Buona Scuola è un’ulteriore penalizzazione per una regione in cui il tessuto produttivo è sfilacciato, riserva privilegi ai privati, come fatto per l’università, ed i fondi vengono spostati al Nord invece che al Sud … Nella conferenza dei capigruppo ho spiegato che abbiamo lo strumento per bloccare uno scempio … questa mozione è un atto che non ha colore politico e riguarda il futuro della nostra terra e dei nostri figli … ”.

Il centrodestra durante la conferenza ha sostenuto la mozione presentata dal Movimento Cinque Stelle. “Anche loro – ha aggiunto la Ciarambino – volevano calendarizzarla in tempi brevi. Oggi ho sollecitato Fulvio Bonavitacola affinché procedesse in giunta con un atto amministrativo …ma lui ha affermato di non essere in grado di rispondermi in merito … Eppure sarebbe bastato un passaggio tecnico con l’avvocatura … Ma i tempi sono strettissimi, domani chiederò un incontro a Vincenzo De Luca”.

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