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Bravissimo San Gennaro a far credere che la vittoria dell’Inter sia stata merito di Icardi e soci

Napoli primo in classifica, grazie alla sconfitta della Juventus: il patrono ha fatto il suo, ma non diciamolo in giro

È un santo modesto, Gennaro. È il patrono di un popolo che troppo spesso si esalta e a volte lo fa a sproposito. Esagera. Ed è forse per questo che lui tiene un profilo basso: per carità, fa un paio di miracoli all’anno ma, per esempio, ha una tomba nelle catacombe, una scelta alquanto sobria. Ieri, poi, ha deciso di far credere a tutti che il primato del Napoli fosse merito dell’Inter: di quell’Icardi che ha fatto fare avanti e indietro ai dirigenti azzurri quest’estate, nel tentativo di strappargli un sì (che poi, parliamoci chiaro, le sortite in elicottero avevano il solo scopo di vedere Wanda Nara, sennò col cavolo De Laurentiis avrebbe speso tutti quei soldi di carburante).

E invece è evidente che la vittoria dell’Inter sulla Juventus, che ha tenuto lontano i bianconeri, è una specie di miracolo. È sufficiente pensare alla figuraccia dei nerazzurri in Europa League, è sufficiente riflettere sulle loro recenti prestazioni: se San Gennaro non ci avesse messo la sua mano, hai voglia di acchiappare goal da Dybala e soci. Lui, però, non ci tiene a farlo sapere: nei giorni della sua festa se ne sta in disparte, se potesse si metterebbe in un angolino a fumare una sigaretta con Sarri. Lodiamo pure la stratosferica Inter, lo sappiamo noi come sono andate veramente le cose.

Restiamo su santi e paradiso: se ci fosse stato Rafael al posto di Reina il Bologna avrebbe segnato? Secondo me, no. Rafael sta sempre con le mani in alto, a stretto contatto con l’Aldilà: il pallone lo avrebbe intercettato, seppure per sbaglio. Ma anche la gaffe di Reina è servita (massima stima per il portierone spagnolo, un hombre vertical al quale uno scivolone può anche capitare): ha tenuto in vita un match che avrebbe potuto diventare noioso. E, soprattutto, ha aperto le porte all’ingresso in campo di Milik, il polacco abbonato alle doppiette. Incastri e intrecci, episodi casuali che, uno dopo l’altro, fanno la partita. È il bello del calcio. A proposito: al San Paolo è finita 3 a 1. A proposito: il Napoli è primo in classifica.

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