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Auchan, Ipercoop, Ikea: scatta l’autunno caldo della grande distribuzione

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Consumi sempre col segno negativo in Campania e aziende che vogliono reagire tagliando personale e salari. Torna il modello market di vicinato.         

 

I consumi al Sud non accennano a riprendere e la vertenza della grande distribuzione si riaffaccia prepotentemente alle porte di quest’autunno che si preannuncia “caldo”. Le catene della grande distribuzione stanno correndo ai ripari tagliando posti di lavoro, ridimensionando gli spazi ed eliminando i contratti integrativi aziendali. Soprattutto negli ipermercati. Impianti enormi assediati dalla crisi e dall’improvvisa rinascita dei molto più piccoli supermercati di vicinato, gestiti dai colossi Md e Gs oppure dalle piccole e medie aziende della concorrenza sleale. Auchan, Ikea e Ipercoop i marchi alle prese con le notevoli difficoltà di questa fase. Ed è ancora una volta la Campania il banco di prova di tutto questo fenomeno. Qui Auchan ha spedito in mobilità incentivata, rimpicciolito le strutture e infine  dato il via alla disdetta unilaterale dell’integrativo,  operativa dal primo luglio scorso in tutto il comparto italiano. Provvedimenti che però non sono bastati a parare del tutto i colpi di questa crisi flagellante. Proprio in questi giorni infatti l’azienda francese ha annunciato ai sindacati un esubero di altri 25 addetti nell’ipermercato di Nola, ubicato nel Vulcano Buono. Eccedenze che le parti contano di smaltire in modo non traumatico, attraverso il rinnovo dei contratti di solidarietà per altri sei mesi. C’è però un problema di fondo nel raggruppamento regionale della multinazionale d’Oltralpe e cioè che in Campania non è stata raggiunta la quota dei circa 230 addetti da inviare in mobilità  incentivata ( 30mila euro di incentivo lordo per i full time e 25mila euro lordi per i part time ). In Campania soltanto 135 dipendenti hanno accettato di andarsene con la buonuscita. Ne mancano dunque all’appello ancora un centinaio. E’ un gap che però non riguarda il centronord, dove invece i numeri sono stati più o meno raggiunti consentendo all’intero comparto nazionale di toccare quasi la quota dei 1426 esuberi annunciati in primavera. Ma il problema resta in provincia di Napoli. Ecco le cifre per ogni ipermercato. A Nola 45 esodi raggiunti a fronte dei 48  programmati, a via  Argine 40 esodi a fronte di 75 esuberi, 30 esodi a Giugliano, 10 a Mugnano contro i 57 da raggiungere e 10 a Pompei contro 45. Per la verifica dei risultati le parti hanno 100 giorni di tempo a partire dall’accordo del 6 luglio, che ha trasformato lo spettro dei licenziamenti in altrettanti esodi incentivati. Oggi intanto sindacati e azienda si vedono a Giugliano, dove i contratti di solidarietà scadranno a gennaio, e a via  Argine, dove la  solidarietà terminerà a ottobre. Intanto è “supermercato”  la parola d’ordine nel settore, in particolare nelle aree più critiche, dove il carrello della spesa si è fatto veloce e molto più piccolo. Negli ultimi due anni di nuovi supermercati ne sono sorti una cinquantina in provincia di Napoli. E sono stati due, sempre nel Napoletano, i ridimensionamenti di altrettanti ipermercati che sono andati in questa direzione: nell’ipermercato Auchan di Volla, passato a Conad e divenuto un superstore, e nell’Ipercoop di Afragola, anche in questo caso da ipermercato a superstore. Occupazione salva a Volla, dove Auchan è riuscita a trasferire personale con mobilità interaziendale. Molto critica invece la situazione all’Ipercoop di Afragola. In questo caso 120 persone stanno ruotando in cassa integrazione. La cig  scadrà l’anno prossimo. Tira aria di taglio ai salari, nel frattempo, anche nel comparto della grande distribuzione dell’arredamento, l’Ikea. Dopo gli scioperi e le manifestazioni di questa estate è stato ritrovato il filo del dialogo. La trattativa sulla disdetta unilaterale del contratto integrativo ( premi meno onerosi per l’azienda e più legati all’efficienza e alla flessibilità ) sarà riaperta lunedi 14 settembre, a Roma. Si tratterà a bocce ferme: la disdetta dell’integrativo è stata sospesa dal colosso scandinavo. Negli ultimi hanno scioperato molti degli oltre 6mila addetti del comparto italiano. Il negozio di Afragola, alle porte di Napoli, è stato l’unico ad essere costretto a chiudere per sciopero. Per due volte.