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San Sebastiano, dopo di me, il diluvio!

Dopo le dimissioni del sindaco Pino Capasso e quelle dell’intera maggioranza che gli hanno permesso di partecipare alle Regionali, uno spettro oscuro aleggia per le strade ricolme di immondizia in una San Sebastiano ormai irriconoscibile.

Immagino l’espressione di Pino Capasso contemplare lo sfascio del suo paese. E lo immagino sardonico mentre dialoga con i suoi fedelissimi o con i suoi irriducibili sostenitori, quelli che lo acclamavano “onorevole” ancor prima di fare i conti con l’oste, e lo vedo fregarsi le mani al cospetto di tanto squallore, quello in cui è piombato il paese che per anni ha governato.

– Vi è piaciuta la bicicletta? E allora pedalate! Vi è piaciuto il commissario e ora tenetevelo! – Così immagina il suo pensiero la mia prolifica fantasia, e magari mi sbaglio, esagero perché il nostro ex sindaco sarà in tutt’altre materie affaccendato; forse starà ancora alla ricerca di un suo valido successore e di una comoda poltrona su cui sedere mentre questi amministrerà in sua vece il paese. Immagino ancora, tra poche settimane, la vulgata che diffonderanno i suoi seguaci per le vie del centro forse ancora ingombre di sacchetti – è questo il risultato del commissariamento voluto da Manzo e soci, questo non sarebbe mai accaduto se fossimo riusciti ad attuare il nostro piano, quello del salvare capre e cavoli con l’escamotage della multa. – Questo si dirà e s’insinuerà nelle le menti e forse anche nelle coscienze dei cittadini che annuiranno, e lo faranno perché altro non aspettano che un capo da seguire e questo pur di non vedere la monnezza fuori la porta di casa e di tirare a campare come sempre avevano fatto, vantandosi del proprio paesello.

Peccato che la realtà sia ben diversa, e non solo perché il paese è allo sbando per causa sua, perché ha scelto la carriera politica invece dell’impegno preso con i cittadini vedi, ma va comunque detto, con rispetto parlando al Commissario prefettizio che poco può e forse ancor meno vuol sapere, che parte del problema è imputabile anche alla gestione della SAGI srl, la società alla quale era stata affidata la raccolta della differenziata. Infatti, già all’atto dell’affidamento del servizio, assumeva più personale del dovuto e questo, come sembra, per poter gestire al meglio la nettezza urbana della bella San Sebastiano. Infatti, come siamo venuti a sapere, ai 17 addetti stabiliti nel capitolato col comune di San Sebastiano al Vesuvio, ne furono aggiunti altri 13 per un totale di 30 dipendenti per far fronte alle tante problematiche relative alla pulizia delle strade della cittadina e non previste negli accordi contrattuali tra le due parti ma senza arrecare aggravi al Comune. Sembra inoltre chiaro che le 13 unità aggiuntive non siano state assunte clientelarmente tra i sansebastianesi e neanche per volere della passata amministrazione e tanto meno per ordine del commissario prefettizio, come maliziosamente si vocifera fuori i bar dello sport, ma fu un’esplicita e poco lungimirante scelta dei dirigenti della SAGI srl minando sin da allora l’economia della società stessa.

Si prospetta quindi per la SAGI un fallimento e la scissione del contratto è ormai avvenuta in queste ultime ore in favore di una nuova ditta che temporaneamente raccoglierà la spazzatura accumulatasi per le strade. Un peccato, poiché la SAGI aveva pur lavorato bene nei circa 24 mesi di attività, portando la cittadina ai fasti di un tempo e ben interagendo con la popolazione; ma ora non è più capace di corrispondere gli stipendi ai suoi lavoratori. Inoltre, non potendo adempiere a tale essenziale funzione non ha potuto presentare il DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva) presso le amministrazioni per cui lavorava e per questo non le sono stati versati i compensi contrattuali stabiliti. Per tale ragione i dipendenti sono ormai da settimane in agitazione e, la raccolta differenziata a singhiozzo, non è altro che la reazione degli operatori esasperati.

Esasperati, chi per il disagio e chi per avversione alla vecchia giunta, lo sono ovviamente anche i cittadini che vedono sfumare il loro salato contributo fiscale in uno squallore senza precedenti, con le strade invase dall’immondizia come forse neanche ai tempi dell’Emergenza si era visto.

Ovviamente i problemi non si fermano qui poiché i già fatiscenti marciapiedi ora sono anche il trionfo della vegetazione spontanea e le strade son quel che sono a causa di pini e incuria. Molte opere, come quelle di alcuni edifici scolastici, imbiancati ma mai messi in sicurezza, il sottopassaggio di piazza della Concordia in pieno centro, e tante altre criticità rimangono ferme nella speranza che rientrino a pieno titolo per lo meno nelle argomentazioni e nelle promesse dell’imminente campagna elettorale.

Foto dello scorso mese di luglio

Foto della situazione aggiornata all’8/9/15

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