Dopo i buoni risultati fatti registrare a Napoli-via Argine e a Nola i sindacati incassano un notevole successo nello storico ipermercato ubicato nell’area nordoccidentale dell’hinterland napoletano. Qui la maggioranza dei lavoratori ha lasciato le postazioni.
La marcia di avvicinamento allo sciopero nazionale indetto per sabato 9 maggio dai sindacati nel comparto italiano di Auchan sta conoscendo momenti di forte partecipazione da parte dei lavoratori, in tutto il Paese. Anche in Campania, dove di solito il personale degli ipermercati si era finora dimostrato più riottoso alle iniziative di lotta. Ma la scorsa settimana erano state davvero significative le adesioni alle assemblee informative tenute negli ipermercati di Napoli-via Argine e di Nola.
E oggi le organizzazioni di categoria Filcams-Cgil, Uiltucs-Uil e Fisascat-Cisl hanno ottenuto un vero e proprio successo di consensi all’organizzazione dello sciopero grazie alla partecipazione alle assemblee di stabilimento della maggioranza del personale dell’ipermercato di Mugnano. “Erano dieci anni che non vedevo una cosa del genere: sono rimasto davvero soddisfatto dalla risposta dei lavoratori di Mugnano”, racconta Antonio Napoletano, della segreteria regionale Uiltucs. Sono cinque gli ipermercati di Auchan in Campania, tutti ubicati tra Napoli e la sua provincia. Occupano poco più di mille dipendenti, che con l’indotto direttamente collegato arrivano a 1200. In Italia di ipermercati del genere la multinazionale francese ne possiede circa una sessantina, per un totale di 11.200 dipendenti.
Lunedì scorso Auchan ha però avviato la procedura di licenziamento per 1426 di loro, tutti profili bassi: terzi e quarti livelli. Capireparto, caposettore e dirigenti sono stati esclusi dal provvedimento. Nel frattempo i transalpini hanno anche annunciato la chiusura dell’ipermercato di Cesano Boscone, in provincia di Milano ( 180 addetti ). Ma la rabbia monta e lo sciopero è ormai dietro l’angolo. “E’ impossibile – dice Napoletano – che tutte le grandi multinazionali annuncino la crisi mentre i piccoli supermercati spuntano come funghi. La situazione va vista nel suo insieme : se tutti perdono c’è qualcosa che non va”. In Campania in particolare ci sono problemi di concorrenza sleale. “E’ innegabile – aggiunge il sindacalista – che gli ipermercati si stiano muovendo in un contesto in cui il lavoro nero e grigio avvantaggia chi sfrutta gli addetti, lavoro nero che in Campania è stimato attorno al 45 % della forza lavoro. Cosa aggravata dal fatto che questa è una regione in cui il reddito pro capite è il più basso d’Italia e la disoccupazione si attesta al 23 %; bisogna intervenire al più presto”.
Forti le critiche anche al contenuto della procedura di mobilità. “La procedura dichiarata da Auchan – conclude Napoletano – è molto strana. Coinvolge solo i terzi e quarti livelli ed esclude i primi e secondi livelli: forse in Auchan pensano che la crisi riguardi solo gli addetti vendita mentre gli altri , capireparto, capisettori e squadre di direzione ne sono magicamente immuni ”.







