Il raid è ormai un fatto appurato dai video delle telecamere. Ora la città si mobilita contro la camorra e la violenza
Una rapida perlustrazione su un silenzioso monopattino elettrico e poi l’irruzione nell’area degli obiettivi da colpire. Le scene che immortalano gli autori dell’attentato incendiario di Capodanno al comando della polizia municipale di Pomigliano d’Arco sono contenute in due filmati registrati dalle telecamere di videosorveglianza installate all’interno e all’esterno dell’edificio che ospita la sede dei caschi bianchi. I filmati sono a disposizione dei carabinieri del nucleo investigativo di Castello di Cisterna e costituiscono la prova che purtroppo non solo sia di natura dolosa ma che sia anche il frutto di un’azione pianificata il terribile incendio che ha distrutto tre auto di servizio e gravemente danneggiato l’edificio in cui si trova il comando della polizia locale. Sul posto gli investigatori sono anche riusciti a prendere le impronte dei criminali che hanno messo a segno il raid. Gli attentatori sono penetrati nel cortile in cui erano parcheggiate le vetture scavalcando una vetrata laterale alta un paio di metri. Le loro impronte sono state lasciate qui, sul vetro. Una telecamera è riuscita a filmare un uomo che a bordo di un monopattino elettrico si è avvicinato al muro di cinta del comando. Dal manubrio del mezzo penzolava una busta di plastica che conteneva sicuramente qualcosa. In un altro filmato di una seconda telecamera si vede invece una persona che armeggia su una fiancata di una delle vetture che di lì a poco avrebbero preso fuoco. Sempre in base a quanto trapelato gli attentatori potrebbero aver utilizzato – ma questa è ancora un’ipotesi – del liquido infiammabile che è stato cosparso sugli pneumatici delle vetture da incendiare. Le fiamme, altissime, sono divampate verso le quattro e mezza del mattino di Capodanno. Hanno distrutto tre auto della polizia locale, una delle quali è una Mercedes confiscata a un clan di camorra, e seriamente danneggiato una parte e il cortile dell’antico Palazzo Baronale, il maniero medievale in cui c’è la sede della municipale, accanto al Comune. Il fuoco ha anche investito i tubi del gas metano. Soltanto grazie al tempestivo intervento dei vigili del fuoco è stata evitata un pericolosissima esplosione proprio in pieno centro cittadino, mentre la stragrande maggioranza della popolazione stava dormendo. E’ una situazione che ricorda molto da vicino i fatti dell’inverno 2009, quando tra i mesi di gennaio e febbraio Pomigliano fu colpita da una serie di attentati contro il sindaco di allora, Antonio Della Ratta, e le caserme dei carabinieri. Una bomba carta zeppa di chiodi fu fatta esplodere su una finestra della stazione carabinieri di Pomigliano, al corso Umberto, e un altro ordigno esplose nel parcheggio interno della caserma Carlo Alberto Dalla Chiesa di Castello di Cisterna. Il sindaco Della Ratta invece rimediò una serie di colpi di pistola sparati sul portone di casa e la minaccia di un fantoccio impiccato sotto l’ingresso del Comune. Tra gli autori di questi atti intimidatori fu individuato un pregiudicato di 36 anni che fu anche arrestato dai militari. Era considerato affiliato a un noto clan della camorra di Pomigliano. E adesso pare che la città delle fabbriche sia rimpiombata nello stesso clima di terrore di dodici anni fa. Ieri nel cortile del comando annerito dall’incendio c’è stata una manifestazione spontanea di solidarietà al dirigente della municipale, Luigi Maiello, e a tutti i caschi bianchi di Pomigliano.



