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Asta chiusa: addio Casa del Popolo di Pomigliano. Ora è di un costruttore. Diventerà un ristopub (foto)

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Addio al simbolo della sinistra nel polo delle grandi fabbriche: è andato all’asta ed è stato acquistato da un immobiliarista locale. Meno di un anno dopo il pignoramento e a soli tre mesi e mezzo dalla partenza dell’asta giudiziaria la Casa del Popolo di Pomigliano è infatti terminata nelle mani di un privato. Diventerà un locale notturno, forse un ristopub. << Sicuramente un locale per la somministrazione di alimenti >>, riferiscono, sconfortati, alcuni militanti della sinistra cittadina. L’acquirente, un costruttore della vicina Casalnuovo, che da tempo aveva messo gli occhi sulla più che simbolica struttura politica, sorta alla fine degli anni Settanta per volontà degli operai dell’Alfasud e del Partito Comunista Italiano, ha utilizzato tutta la scaltrezza che di solito si utilizza nelle aste giudiziarie di un bene pignorato dalle banche per debiti (i debiti dei Ds finiti sul groppone della fondazione Gerardo Chiaromonte, ex proprietaria dell’immobile). Il costruttore ha atteso che le prime due battute dell’asta, quelle di ottobre e dicembre, andassero deserte. Obiettivo: far scendere al minimo possibile il prezzo di acquisto, che a giugno il tribunale di Nola aveva fissato a 125mila euro. E alla terza battuta, la settimana scorsa, ha fatto sua la Casa del Popolo. Per ottenerla ha pagato pure un prezzo relativamente basso: 90mila euro per i duecento metri quadrati di storia della sinistra nella roccaforte operaia della Fiat, la fabbrica che un tempo si chiamava Alfasud, il grande stabilimento automobilistico attiguo all’Alenia, all’Avio, alcuni dei più importanti impianti metalmeccanici del Mezzogiorno. Intanto a Pomigliano la Casa del Popolo è sul punto di chiudere per sfratto. << I legali ci hanno detto che il nuovo proprietario ci darà un po’di tempo per farci trovare un’altra sistemazione. Non ci manderanno via subito >>, hanno spiegato alcuni militanti. Duecento metri quadrati al piano rialzato di un palazzone del centro storico, accessibili attraverso una piccola scalinata che parte della strada. Un locale ormai da anni finito al centro di una delle più frenetiche movide notturne della provincia di Napoli. Via Felice Cavallotti, la strada in cui si trova la Casa del Popolo, nell’area di piazza Mercato, è uno spazio quasi esclusivamente brulicante di pub, ristoranti, birrerie. Migliaia i giovani che nel fine settimana si recano in questo perimetro by night da tutto l’hinterland a oriente di Napoli, anche da Napoli città. Il costruttore di Casalnuovo ha dunque fatto un vero affare. Ovviamente non si può dire lo stesso per i militanti della sinistra pomiglianese, che rischiano di ritrovarsi senza un tetto sotto cui riunirsi. Ma dal canto suo Michele Caiazzo, leader storico della zona prima del Pci, poi del Pds, dei Ds e del Pd e ora senza tessera di partito, vuole lanciare un messaggio. << Le suppellettili e il tabellone della Casa del Popolo sono ancora nostri – dice – li installeremo nella nuova sede della sinistra di Pomigliano >>. Parole di speranza. Anche a Pomigliano però la sinistra è molto divisa. Alcuni militanti sono rimasti con Caiazzo e con i quattro esponenti del PD in consiglio comunale. Altri stanno con il segretario cittadino, un renziano, l’avvocato Vincenzo Romano, che ha aperto la nuova sede del Pd nei pressi del municipio guidato dall’ottantenne sindaco forzista Raffaele Russo, nemico giurato di Caiazzo. Russo è stato sindaco del Psi negli anni Ottanta, senatore nei primi Novanta e poi è ridiventato sindaco a partire dal 2010. A Pomigliano da nove anni di fila il centrosinistra non è più al timone. E ora la sua Casa del Popolo è stata venduta a un costruttore.

La Casa del Popolo di Pomigliano