Nonostante la vittoria di De Luca, il territorio intorno al Vesuvio si conferma più vicino al voto moderato. A Somma Vesuviana bene i candidati locali, con Mocerino in pole position
Le zone vesuviane e nolane si confermano di centrodestra, nonostante la Regione Campania sia finita in mano al centrosinistra e Vincenzo De Luca sia diventato (con tutti i “se” e i “ma” derivanti dalla legge Severino, of course) il nuovo governatore. È un dato in controtendenza quello che riguarda il territorio intorno al Vesuvio: città come Ottaviano, Somma Vesuviana, San Giuseppe Vesuviano, Nola sono rimaste fedeli a Stefano Caldoro e ai partiti che lo sostenevano, a cominciare da Forza Italia. Certo, molto ha influito la presenza di candidati locali, che solitamente prendono consensi per questioni “territoriali”, al di là degli schieramenti. A Somma Vesuviana, per esempio, il consigliere regionale uscente Carmine Mocerino (passato dall’Udc a Caldoro Presidente dopo l’accordo tra De Mita e De Luca) mette assieme 2453 preferenze. Bene anche Anna Maria De Vita (Noi Sud, 694 voti), Gino Cimmino (Pd, 983 voti) e Pasquale Auriemma (Ncd 381 voti). Di questi, nonostante la sconfitta di Caldoro, ad avere chance per un posto in consiglio regionale dovrebbe essere il solo Mocerino. A San Giuseppe Vesuviano c’era il “derby” tra Antonio Agostino Ambrosio e Nello De Lorenzo, presidente del consiglio comunale: in città ha vinto, per qualche centinaio di voti, De Lorenzo, ma il dato complessivo della provincia di Napoli dà ad Ambrosio circa 2500 voti in più del presidente del consiglio comunale. Il nolano premia Ermanno Russo, Pasquale Sommese, Antonio Tufano e, in parte, Franco Nappo. Bene anche Raffaele Coppola ma il solo Sommese dovrebbe ottenere un seggio al Centro direzionale (ovviamente all’opposizione). Anche Palma Campania presentava tre candidati locali: Nicola Montanino (Centro democratico), Enzo Peluso (Psi) e Piera Prisco (Udc): solo Montanino in città sfonda il tetto dei mille voti e, assieme a Peluso, si piazza in buona posizione nella sua lista. A Poggiomarino l’ex sindaco Vincenzo Vastola (Caldoro Presidente) prende 1542 voti e assicura la leadership al centrodestra, nonostante il governo cittadino sia a guida Pd. A Boscoreale è boom di Mario Casillo che, però, il botto lo fa in tutta la provincia. Il Movimento Cinque Stelle in tutta la provincia di Napoli si assesta appena sotto il 20% (in tutta la Regione sta intorno al 17): è terzo dopo Forza Italia e Pd, ma nel vesuviano e nel nolano scivola giù e diventa il quarto o il quinto partito. Fanno eccezione i dati di San Gennaro Vesuviano (buon 18%) e, seppure con numeri poco significativi considerato il numero non elevato di abitanti, quelli di San Paolo Belsito e San Vitaliano. Exploit, però, a Pomigliano, dove i pentastellati di Valeria Ciarambino sono il primo partito con quasi il 32%









