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“Area Comune – Volla al centro”, nasce un nuovo soggetto politico

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In vista delle prossime elezioni amministrative della primavera del 2016 a Volla è stato presentato un manifesto che sancisce la nascita di una nuova aggregazione politica, “Area Comune – Volla al Centro”.

 

Era il 2 marzo 2015, in occasione dell’ultima seduta del consiglio comunale dell’amministrazione Guadagno, quando i consiglieri di opposizione, Luciano Manfellotti (Moderati per Volla) e Pasquale Petrone (UDC) insieme al dissidente del Partito Democratico, Luigi Petrone, ufficializzarono la nascita di un nuovo gruppo politico denominandolo “Area comune”. Fu un’azione propedeutica e simbolica, destra e sinistra che si tendono la mano. A distanza di sette mesi, ecco che l’evolversi di quel “pensiero” ha trovato forma in un “aggregazione politica” più ampia, dando vita ad un nuovo progetto politico: “Area Comune – Volla al centro”. Il simbolo scelto raffigura un cerchio di colore azzurro, sfumato da un lato, nel cui interno vi sono alcune figure umane femminili e maschili con la scritta in rosso sul lato sfumato “Volla al Centro”, e Area Comune tricolorata alla base.

 

Dagli inizi di maggio alcuni esponenti di varie forze politiche, che facevano parte sia della maggioranza, sia dell’opposizione dell’amministrazione Guadagno e non, si sono confrontati e sono giunti alla conclusione che ” solo abbattendo gli steccati dei vari partiti si può ridare al paese la speranza di un futuro migliore ”, come se prima essi si fossero ostacolati tra di loro, a causa degli steccati dei rispettivi partiti di appartenenza.

Questo in sintesi il pensiero di Giuseppe Russo, che Domenica 11 ottobre, nella sede di via Filichito, da portavoce ufficiale del nuovo gruppo politico, ha presentato in una conferenza stampa, il nuovo manifesto politico del gruppo.

Russo dopo aver letto un documento distribuito ai presenti, ha spiegato gli intenti e le motivazioni che rappresentano il collante di “Area Comune – Volla al Centro”.

Egli ha sottolineato che “Volla al Centro è nel significato di porre il paese al centro dei problemi e degli obiettivi, è un atto di grande responsabilità, da parte di uomini e donne di buona volontà, che, consapevoli delle difficoltà incontrate nelle loro precedenti esperienze amministrative, decidono unirsi e aprirsi ai cittadini, per provare a risollevare con concretezza le sorti del paese … Area Comune non è un’ammucchiata di liste elettorali, ma un insieme di persone … vuole riempire il vuoto tra le parole e i fatti … rappresentare la società civile più di ogni altra forza in campo, e porsi come soggetto di rottura rispetto agli schemi obsoleti che la politica ha prodotto fino ad ora …solo così è possibile dare a Volla un buon governo … scongiurando altri fallimenti di facili propagande populistiche …”

Giuseppe Russo, infine, ha chiarito che una progettualità concreta e normale sarà la base della redazione di un programma elettorale condiviso con il paese..

Alla domanda sul riferimento alle “propagande populistiche”, Russo ha risposto: “alla vecchia politica”, facendo notare una sorta di auto ammissione di responsabilità.

Alla domanda di quante saranno le liste di “Area Comune – Volla al Centro” per le prossime elezioni amministrative il “portavoce” ha risposto: “Anche più liste … adesso è prematuro per poterlo stabilire … certamente una sola lista sarebbe un fallimento …”. Nulla vieta di fare più liste, con le quali aumentano le probabilità della vittoria. Vincere è una cosa, governare è un’altra.

 

Un gruppo aperto, in formazione ed espansione, che non ha ancora ufficializzato gli aderenti al manifesto.

Abbiamo raccolto solo alcune adesioni ufficiose, tra cui ex consiglieri comunali (L. Manfellotti, P. Petrone, L. Petrone, I. Aprea, R. Raciti), ed altri, che hanno già orbitato nel mondo della politica (G. Burriello, A. D’Auria, G. Lipari, P.F. Guastafierro, C. Fierarossa, C. Bucci, F. Ciriello).

Personalità del mondo della politica vollese che hanno contribuito a questa formazione “ufficiosamente”, e che attendono l’evolversi del progetto, rimanendo ancora dietro le quinte, alcuni sicuri del progetto, alcuni facendo trapelare segni di incertezza e di insicurezza nel progetto, altri segni di umiltà.

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