I cinque stelle firmano una denuncia nella caserma di Castelcisterna. Ecco gli episodi descritti.
Mentre si parla di voto “blindato” nei comuni più a rischio, quelli finiti nello speciale elenco della prefettura sul fronte della sorveglianza elettorale antimafia e anticorruzione, spunta una denuncia da brivido firmata da alcuni militanti del Movimento Cinque Stelle di Acerra, tra i quali figurano Antonio Montesarchio, Giuseppe Valerio Montesarchio e Alessandro Cannavacciuolo, figlio di pastori della zona e noto ambientalista. Secondo quanto denunciato ieri presso i carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna, piccolo comune a poca distanza da Acerra, si sarebbero verificati vari episodi inquietanti tutti riconducibili allo stesso reato ipotizzato dai grillini: il voto di scambio. Nella denuncia è stato scritto di episodi circostanziati con nomi e cognomi relativi a diritti dei cittadini barattati come favori particolari “concessi” da un candidato. Inoltre si parla di un intero gruppo di parenti di amministratori pubblici impegnati nella campagna elettorale che sarebbero stati improvvisamente assunti “in blocco” da una ditta che opera in zona. Ma nell’esposto c’è purtroppo spazio anche per il “solito” andazzo della compravendita di voti per cifre che variano tra i venti e i cinquanta euro e per le buste della spesa regalate a questa o quella famiglia di potenziali elettori. Da pelle d’oca poi un episodio che avrebbe visto come vittime alcuni esponenti del Movimento Cinque Stelle impegnati nel volantinaggio in un rione della città. Sarebbero stati avvicinati e minacciati da un gruppo di brutti ceffi a bordo di scooter. « Andatevene da qui, questo è il posto di un nostro candidato. Andatevene altrimenti vi facciamo male », avrebbero gridato in dialetto i “muschilli” di questa strana campagna elettorale acerrana.



