Nell’iniziativa promossa dal FAI il Monte Somma, eletto protagonista del percorso naturalistico tra paesaggio vesuviano e cultura, da appuntamento sabato 24 e domenica 25.
Per il paesaggio, l’arte e la natura. Non si tratta di conservare un passato, ma di realizzare le sue speranze. É questa la missione del FAI, che da ben 20 anni, all’inizio di ogni primavera, offre un appuntamento con la bellezza del nostro Paese.
Sabato 24 e domenica 25 si svolge contemporaneamente in tutte le regioni italiane la 20esima edizione della Giornata FAI di Primavera: siamo tutti pronti a ritrovarci in centinaia di luoghi particolari in tutte le Regioni italiane, spesso inaccessibili nel resto dell’anno ed eccezionalmente aperti al pubblico. Palazzi, castelli, giardini, aree archeologiche, biblioteche e persino paesaggi da attraversare in bicicletta o sorvolare dal parapendio: tante esperienze e linguaggi diversi, tutti legati dal loro fascino e dalla loro storia. In particolare, oltre alla tradizionale passeggiata verso la Baia di Ieranto, sarà sì possibile visitare villa Rosebery a Napoli, il Museo Diocesano di Castellammare, oppure le catacombe di San Gennaro, eppure la novità vera e propria è un’altra. Consapevoli della ricchezza della terra del Vesuvio, la Delegazione FAI di Napoli pone al centro delle giornate il Monte Somma con le sue potenzialità e peculiarità ambientali, storiche ed artistiche.
Oltre agli appuntamenti elencati sul portale online del FAI, la rassegnazione e l’indifferenza verso un luogo spesso calpestato si traducono in un perfetto momento naturalistico: sabato 23 e domenica 24 alle 10 a Somma Vesuviana in Piazza san Domenico, e a Pollena a via Caracciolo 1, per un itinerario alla volta delle opere di ingegneria idrauliche realizzate al tempo dei Borbone lungo il Monte Somma. Una maestosità costruita con pietra vesuviana, sinora celata dalla vegetazione mediterranea, è visibile penetrando nei così detti "rivoli consorziati", restaurata e valorizzata con intelligenti forme di tutela attiva. Questi gioielli di ingegneria idraulica sono stati per anni sepolti sotto ogni genere di rifiuto, rifiutati dalla cultura, dalla popolazione e dalle istituzioni, sembrando non appartenere a nessuno.
Stavolta però, l’attenzione mediatica verso i nostri luoghi, non per fatti di cronaca, né per il predominio della camorra e le morti innocenti ad essa correlate, né tantomeno, per lo scempio ambientale, è un’occasione per essere felici ed orgogliosi.
(Fonte foto: Rete Internet)





